Boom di funghi porcini in Liguria: il maxi raccolto
Ben 50 kg di funghi raccolti in Valtrebbia, da una sola famiglia: è maxi raccolto in Liguria, e gli esperti spiegano perché il clima ne è responsabile

Settembre, tempo di funghi: quest’anno la stagione promette davvero molto bene, soprattutto in Liguria. È qui che, negli ultimi giorni, si è registrato un raccolto da record. E a quanto pare sarebbe “colpa” del cambiamento climatico: il susseguirsi di continue ondate di calore e le improvvise piogge di fine agosto hanno creato l’habitat ideale per alcune delle specie di funghi più comuni nei nostri territori. Ecco cosa sta succedendo e la spiegazione degli esperti.
Maxi raccolto di funghi in Valtrebbia
Molti appassionati hanno già iniziato ad andare a caccia di funghi, approfittando di questi primi giorni di settembre che segnano un clima finalmente un po’ più mite. Ed è già record: in Liguria, tutti parlano della famiglia che ha raccolto nientemeno che 50 kg di funghi. È successo in Valtrebbia, dove la stagione sembra andare davvero alla grande. In effetti, gran parte dei primi raccolti si attesta sulle decine di kg, soprattutto se guardiamo ai risultati dei cercatori più esperti. Sui social, impazzano foto di intere casse di funghi finite sul mercato, come raramente è accaduto negli anni passati. Ma cosa sta succedendo?
Perché in Liguria è boom di funghi
La Liguria sta registrando un vero e proprio boom di funghi, dando il via alla stagione della raccolta con un po’ di anticipo. A spiegarne i motivi è Fabrizio Boccardo, esperto micologo intervistato da “Repubblica”, che prova a fare chiarezza sulle cause di questo fenomeno. Ancora una volta, siamo davanti alle conseguenze del cambiamento climatico. “Il terreno ha accumulato moltissimo calore, e dove si sono verificate bombe d’acqua e piogge fitte e localizzate si è creato il microclima ideale per estemporanee esplosioni di alcune specie di porcini” – afferma Boccardo.
Quali sono le varietà più comuni in questo inizio di settembre? “I porcini sono di quattro specie: un paio sono molto termofile, ovvero amano il caldo. Si tratta della ‘estivalis’ e della ‘aereus’, ovvero il porcino nero. Queste stanno proliferando in maniera incredibile. Altre, invece, non amano le temperature elevate: si tratta del ‘boletus edulis’ e del ‘boletus pinophilus’, il porcino rosso”. Insomma, la Liguria sta battendo ogni record nella raccolta dei funghi. Ma, avverte l’esperto, bisogna fare attenzione: “I funghi sono diventati di moda: tutti postano quello che hanno trovato, mentre in passato il fungaiolo teneva segreti i luoghi più fruttiferi. L’effetto negativo è che in questo modo si precipitano tantissime persone in quei luoghi, persino da altre regioni. Anche chi non ha una cultura del bosco e rovina la natura, lavorando di bastone”.
Le zone più ricche di funghi in Liguria
Boccardo rivela infine quali sono le zone che registrano i raccolti migliori. Quest’anno si sta verificando un fenomeno insolito: “In passato la distribuzione era più omogenea, ora invece si è concentrata dove ha piovuto di più, e magari a due chilometri di distanza non c’è nulla” – spiega Boccardo – “I luoghi più ricchi di porcini sono sicuramente la Val d’Aveto, e poi alcune aree dell’imperiese e le zone di Ormea o Viozene. Notiamo manifestazioni più abbondanti, però di breve durata. La ciclicità non è prevedibile come prima, quando avevamo getti di funghi a giugno, una pausa a luglio e poi le piogge di metà agosto e nuovi getti a settembre e ottobre”.
Per quanto riguarda invece la specie ‘Amanita caesarea’ (o più comunemente ovulo), anch’essa molto amante del caldo, i raccolti più importanti si stanno registrando tra le alture di Genova, soprattutto i Piani di Praglia e Bargagli.
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