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A Roma riapre la Piramide Cestia: quando e come visitarla gratis

La Piramide Cestia a Roma riapre dopo i restauri: al via visite gratuite tra settembre e ottobre, nuovi percorsi e suggestive aperture serali

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Apertura Piramide Cestia a Roma

Dopo una lunga chiusura, la Piramide Cestia di Roma torna a far parte dei luoghi accessibili al pubblico e riapre a settembre con un calendario di ingressi gratuiti che proseguirà fino alla fine di ottobre e permetterà di scoprire anche gli interventi realizzati negli ultimi anni.

Quando riapre la Piramide Cestia

La riapertura è fissata per venerdì 4 settembre 2026, a circa tre anni dall’inizio della chiusura legata agli interventi di restauro finanziati attraverso il PNRR. Secondo quanto riportato da ‘Il Post’, il programma annunciato dalla Soprintendenza Speciale di Roma prevede per il momento aperture fino al 31 ottobre, mentre non sono ancora state comunicate eventuali date successive.

Il cantiere della Piramide Cestia ha interessato diversi aspetti del monumento e degli spazi che lo circondano; uno degli interventi più rilevanti riguarda il nuovo sistema di illuminazione, progettato sia per l’esterno sia per la camera funeraria, che potrà essere osservata anche durante alcune aperture serali previste nel mese di settembre.

Il percorso di accesso è stato rivisto attraverso lavori sulla pavimentazione, sulla scalinata e sull’ingresso da piazzale Ostiense; anche l’area verde intorno alla Piramide è stata coinvolta nella riqualificazione, con lavori dedicati al giardino e all’impianto di irrigazione.

Il progetto ha compreso inoltre il rinnovo delle recinzioni, l’introduzione di nuovi pannelli informativi e una diversa organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina presente nei pressi del monumento, allo scopo di rendere più funzionale l’accesso a un sito che occupa una posizione particolare nel paesaggio archeologico della Capitale.

La Piramide fu costruita tra il 18 e il 12 a.C. come sepolcro di Caio Cestio, esponente della vita politica romana. Alta oltre 36 metri e impostata su una base quadrata di quasi 30 metri per lato, testimonia una stagione nella quale la conquista dell’Egitto aveva accresciuto a Roma l’interesse per forme architettoniche legate al mondo egizio.

Tra i monumenti funerari di questo tipo realizzati nella città antica, quello di Caio Cestio è l’unico arrivato fino all’età contemporanea in uno stato che ne consente ancora una lettura così riconoscibile.

Come visitare gratis la Piramide Cestia a Roma

Per visitare gratis la Piramide Cestia sarà necessario prenotare in anticipo, perché gli ingressi sono organizzati per turni e prevedono un numero limitato di partecipanti.

Il calendario parte dai venerdì di settembre, quando sono in programma le aperture serali del 4, 11, 18 e 25 settembre, con visite alle 19, alle 20 e alle 21. Ogni turno durerà circa 45 minuti e potrà accogliere fino a 30 persone.

Il programma proseguirà nei sabati del 5, 12 e 19 settembre con ingressi alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30, per un massimo di 50 partecipanti per fascia oraria.

Un calendario più fitto è invece previsto durante le Giornate Europee del Patrimonio, in programma sabato 26 e domenica 27 settembre. In entrambe le giornate saranno disponibili sette turni, uno ogni ora dalle 10 alle 16, sempre con un limite di 50 persone per ingresso.

Le aperture continueranno anche durante il mese successivo. Sabato 3, 10, 17, 24 e 31 ottobre il monumento sarà accessibile nel pomeriggio con tre turni fissati alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30. Anche in queste occasioni la capienza prevista arriva fino a 50 visitatori. La prenotazione resta quindi il passaggio necessario per accedere al monumento nelle date comunicate.

Il ritorno delle visite consente inoltre di osservare direttamente gli effetti del progetto di recupero e di entrare nella camera sepolcrale di un edificio che, pur inserito da secoli nel tessuto urbano di Ostiense, conserva ancora la forma scelta oltre duemila anni fa per la tomba di Caio Cestio.