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La raccolta firme contro il bistrot sulla terrazza di San Pietro

Scatta una raccolta firme contro il progetto di un bistrot sulla terrazza della Basilica di San Pietro: petizione indirizzata al cardinale Parolin

Pubblicato:

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Basilica San Pietro

La notizia del progetto di un bistrot sulla terrazza di San Pietro ha portato a una petizione online indirizzata all’attenzione del Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin: con la raccolta firme si chiede una verifica canonica della gestione della Basilica.

Bistrot sulla terrazza di San Pietro: scatta la raccolta firme

Da diverse settimane si parla del progetto di ampliamento del punto ristoro sulla terrazza della Basilica di San Pietro, per quello che è stato definito come una sorta di bistrot. Diversi fedeli non hanno accolto di buon grado la notizia, dando vita a una raccolta firme sul sito ‘Petizioni.com’.

Nella petizione, si legge: “Desta sconcerto la notizia, diffusa da fonti di stampa e attribuita a comunicazioni vaticane, circa lavori di ampliamento dell’area ristoro sulla terrazza della Basilica, con la creazione di uno spazio assimilabile a un bistrot. Pur comprendendo le esigenze di accoglienza dei pellegrini, riteniamo che iniziative di carattere commerciale o para-commerciale all’interno o in stretta connessione con il principale luogo sacro della cristianità debbano essere valutate con estremo rigore.

Maggiormente motivo di turbamento, se le informazioni risultassero esatte, sarebbe la collocazione di tale area sopra spazi che custodiscono memorie e sepolture di somma rilevanza apostolica. Anche quando non vi sia violazione formale di norme edilizie o amministrative, resta il profilo della convenienza canonica e pastorale, legato al dovere di custodire la speciale dignità del luogo.

A ciò si aggiunge la preoccupazione per diversi gravi episodi di intrusione e gesti offensivi avvenuti presso l’Altare della Confessione e altre aree della Basilica di San Pietro, ampiamente riportati dai mezzi di comunicazione. Senza voler formulare giudizi sulle responsabilità personali, tali eventi, se confermati, configurano oggettivamente atti gravemente irriverenti in luogo sacro”.

Sempre nella petizione viene ricordato come il Codice di Diritto Canonico stabilisca che nei luoghi sacri “sia ammesso soltanto ciò che serve nell’esercizio e alla promozione del culto, della pietà, della religione” e che è “vietato qualunque cosa sia aliena dalla santità del luogo”. Citando i cann. 1205-1213 CIC sulla tutela giuridica dei luoghi sacri, è stato ricordato inoltre che “i luoghi sacri, per loro natura, devono essere preservati a usi impropri o anche solo percepiti sconvenienti dai fedeli”.

La precedente nota del Vaticano

Nel mese di gennaio 2026, fonti interne al Vaticano, come riportato da ‘Repubblica’, avevano commentato attraverso una nota le indiscrezioni relative al progetto di un bistrot a San Pietro:

“Si precisa che, per far fronte agli accresciuti flussi di visita, è allo studio un ampliamento della superficie della terrazza visitabile dai pellegrini, puntualizzano fonti interne, Questo permetterebbe di alleggerire la concentrazione dei visitatori in Basilica, e favorire un clima di maggior raccoglimento. In questa prospettiva, si renderebbero disponibili alcuni spazi dove poter ampliare il piccolo punto di ristoro già esistente, dallo stile sobrio e consono al contesto, rispettoso della sacralità del luogo, che viene incontro alle necessità dei pellegrini”.

Nell’occasione ‘Il Messaggero’ riferì che da tempo si stava pensando alla possibilità di ampliare la zona ristoro e in un primo momento si pensava di ultimare i lavori per il Giubileo del 2025, ma i tempi tecnici si sono allungati.