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La Cnn celebra Palmarola, l'isola "senza centro abitato e strade"

La Cnn ha elogiato l'isola di Palmarola, definendola un’isola paradiso senza strade, senza segnale telefonico e praticamente priva di turisti

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

La Cnn celebra Palmarola

C’è un angolo del Lazio che continua a sfuggire ai grandi flussi del turismo, nonostante si trovi a poche ore da Roma. Si chiama Palmarola ed è un’isola selvaggia dove il tempo sembra essersi fermato. A riportarla sotto i riflettori è stata la CNN, che le ha dedicato un lungo reportage descrivendola come uno degli ultimi paradisi incontaminati del Mediterraneo e come una destinazione ancora lontana dal turismo di massa.

La CNN elogia l’isola di Palmarola

A richiamare l’attenzione su Palmarola è stato un approfondimento pubblicato dalla CNN e ripreso anche da ‘Il Messaggero’, che ha raccontato come l’emittente statunitense abbia elogiato l’isola. Nel reportage, la CNN descrive Palmarola come “The Italian paradise island with no roads, no phone signal — and almost no tourists”, ovvero “L’isola paradiso d’Italia senza strade, senza segnale telefonico e quasi priva di turisti.” L’articolo sottolinea inoltre che non esistono né rete elettrica, né copertura per i telefoni cellulari, né un terminal per i traghetti.

Per raggiungerla, nella maggior parte dei casi, bisogna attraversare il Mar Tirreno a bordo di una piccola imbarcazione privata, partendo da Ponza. Secondo la testata americana, è proprio questa assenza di comodità a costituire il principale punto di forza dell’isola. Mentre Roma richiama milioni di visitatori con monumenti e piazze celebri, Palmarola rimane quasi sconosciuta ai circuiti turistici. Qualche anno fa l’isola era stata scelta proprio per la sua tranquillità da una famosa coppia americana, Bradley Cooper e Gigi Hadid.

L’articolo evidenzia come chi decide di affrontare il viaggio non lo faccia per trovare servizi o intrattenimento, ma per vivere un’esperienza autentica immersa nella natura. Sull’isola è presente un solo ristorante aperto al pubblico, O’ Francese, storico locale affacciato sul mare che dispone anche di poche camere ricavate nelle antiche grotte. Tra le testimonianze raccolte dalla CNN compare anche quella dello storico locale Silverio Capone, che descrive Palmarola come “un viaggio indietro nel tempo, all’epoca preistorica”.

Palmarola, dove si trova e perché vale la pena visitarla

Palmarola appartiene all’arcipelago delle Isole Pontine, nel Lazio, e si trova a ovest di Ponza, dalla quale dista circa cinque miglia nautiche. Pur essendo relativamente vicina alla costa laziale, rimane una delle isole più isolate e meno note del Mediterraneo. Non esistono collegamenti di linea diretti, quindi, normalmente si raggiunge partendo da Anzio o Formia verso Ponza e proseguendo poi con piccole imbarcazioni private, condizioni meteo permettendo. L’origine dell’isola è vulcanica e il suo profilo è caratterizzato da imponenti pareti di roccia che precipitano nel mare, intervallate da grotte, archi naturali e faraglioni.

Le acque limpide che la circondano la rendono una meta molto apprezzata dagli amanti dello snorkeling, ma soprattutto delle immersioni. Il nome Palmarola deriva dalle piccole palme nane che crescono spontaneamente sull’isola. La storia dell’isola è altrettanto affascinante. Già in epoca preistorica veniva frequentata per l’estrazione dell’ossidiana, mentre durante l’età romana rappresentava un punto di osservazione nel Mar Tirreno. Nel XVIII secolo, quando i Borbone avviarono la colonizzazione di Ponza, Palmarola fu suddivisa tra diverse famiglie napoletane.

Ancora oggi gran parte dell’isola è di proprietà privata e appartiene ai discendenti di quelle stesse famiglie, residenti prevalentemente a Ponza. Tra gli elementi più suggestivi figurano le antiche grotte dei pescatori trasformate nel tempo in semplici rifugi, alcune dipinte con i tradizionali colori bianco e blu. Un altro luogo simbolo è la cappella dedicata a San Silverio, costruita sulla sommità di uno scoglio.