Allarme caffè in Italia, cosa sta succedendo e la previsione
Scatta l'allarme caffè in Italia, con i prezzi che continuano a salire da anni: quali sono le cause dei rincari e le previsioni in vista del futuro
Non si ferma l’aumento del prezzo del caffè in Italia: costante ascesa soprattutto per la quotazione alta della materia prima. E i dazi di Trump hanno contribuito a complicare la situazione.
Allarme caffè in Italia, prezzo in continua ascesa
In occasione del Meeting di Rimini è stato affrontato il tema legato all’aumento dei prezzi dei caffè nel nostro Paese. Del problema ha parlato Cristina Scocchia, amministratrice delegata di Illycaffè:
“Il mercato del caffè continua a vivere una vera e propria tempesta perfetta – le parole di Scocchia riportate da ‘Il Sole 24 Ore’ – il prezzo della materia prima, il caffè verde, si mantiene su una quotazione molto alta, intorno ai 380 centesimi per libra, tre volte la media storica. Le cause sono molteplici, i dazi del 50% imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni brasiliane stanno riducendo l’offerta di caffè sul mercato americano, dove circa un terzo del caffè non tostato proviene dal Brasile. A questo si aggiungono condizioni climatiche sfavorevoli nei Paesi d’origine della materia prima, come i danni causati dalla recente gelata nel Cerrado e le preoccupazioni meteorologiche legate alla mancanza di pioggia in Brasile”.
Nel riportare i prezzi attuali del caffè al bar in costante aumento, Cristina Scocchia ha sottolineato anche le disparità a livello territoriale: “Il costo medio della tazzina al bar attualmente in forte crescita, presenta grande disparità tra città. Benevento e Bolzano si attestano a circa 1,5 euro, mentre Catanzaro a 1 euro. Si prevede che il persistente trend rialzista della materia prima possa causare un ulteriore aumento”.
Caffè verso i 2 euro a tazzina, la previsione
I prezzi continuano a salire e nel settore si è fatta sempre più concreta l’ipotesi che il caffè al bar arrivi a costare 2 euro entro la fine del 2025. Da un report del Centro Studi di Unimpresa è emerso come il costo dell’espresso sia salito a dismisura negli ultimi cinque anni, passando da 0,87 a 1,30 euro, toccando anche punte di 1,43 euro in alcune città del Nord.
Sono diverse le causa dei rincari, a cominciare dai cambiamenti climatici che hanno ridotto sensibilmente i raccolti in Paesi chiave come il Brasile e il Vietnam, ma anche l’aumento dei costi energetici e logistici, l’inflazione e le nuove normative ambientali dell’Unione Europea.
A fronte degli aumenti, il mercato italiano resta però molto solido in termini di consumi: di media ogni anni si consumano 327 chili di caffè verde per un valore complessivo di 5,2 miliardi di euro, destinato a superare la soglia dei 6 miliardi da qui al 2030.
Il direttore generale di Unimpresa, Mariagrazia Lupo, ha parlato così della situazione caffè in Italia: “Per i consumatori italiani la questione non è soltanto economica. Il caffè incide per meno dell’1% sulle spese annuali delle famiglie, ma ha un valore simbolico enorme. Per i produttori e i distributori la sfida è invece difendere i margini, sempre più compressi dai costi, puntando sui segmenti premium e monoporzionati che offrono redditività fino al 60%. Non a caso, diverse aziende stanno sperimentando alternative al caffè tradizionale, dai ceci ai semi di dattero, per rispondere alle sfide climatiche e ridurre la dipendenza dai raccolti tropicali”.
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