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Turisti "braccano" i cervi, a Scanno scatta l'ordinanza

A Scanno due turisti sono stati caricati da un cervo dopo essersi avvicinati troppo all'animale e per questo il Comune prepara una nuova ordinanza

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Cervi Scanno

Scanno, una delle località turistiche più conosciute dell’Abruzzo, è nota ormai in tutta Italia per l’alta presenza di cervi. La convivenza con la fauna selvatica, però, ultimamente sta mostrando qualche criticità. A far scattare l’allarme sono stati soprattutto due episodi avvenuti a distanza di appena un giorno nei pressi del lago, dove un cervo ha reagito alla presenza troppo ravvicinata di alcuni turisti. Il Comune ha così deciso di intervenire, preparando una nuova ordinanza.

Cervi e turisti a Scanno: cosa è successo

Scanno si trova in provincia dell’Aquila, nel cuore dell’Appennino abruzzese e nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il borgo è diventato negli anni una delle mete più fotografate della zona, conosciuto per il centro storico e soprattutto per il vicino Lago di Scanno, celebre per la particolare forma a cuore. Nel territorio del Parco vivono, tra gli altri, orsi bruni marsicani, lupi, camosci appenninici, caprioli e cervi. La popolazione di questi ultimi si è diffusa e alcuni esemplari sono diventati particolarmente confidenti, tanto da spingersi anche nei centri abitati e nei pressi delle strade.

La possibilità di osservare facilmente questi grandi animali è diventata inevitabilmente un’attrazione anche per i visitatori. Il problema è che alcuni turisti hanno tentato di avvicinare i cervi come se fossero domestici. Secondo quanto riferito dall’agenzia ‘Ansa’, un cervo maschio sarebbe stato ripetutamente circondato da turisti e curiosi. Alcune persone gli avrebbero dato da mangiare, mentre altre sarebbero arrivate addirittura ad accarezzarlo. La situazione ha raggiunto il punto più critico quando, nell’arco di due giorni, due uomini sono stati caricati dall’animale.

In entrambi i casi, secondo la ricostruzione riportata dall’agenzia di stampa, i turisti si sarebbero avvicinati fino a toccare il cervo. Attorno all’esemplare era presente, inoltre, un gruppo numeroso di persone, compresi alcuni bambini. Il cervo in entrambe le situazioni ha reagito facendo finire a terra i due uomini, che fortunatamente non hanno riportato ferite. Le scene sono state riprese con gli smartphone e i filmati hanno cominciato a circolare sui social.

La nuova ordinanza a Scanno e l’appello del sindaco sui cervi

Dopo i due episodi avvenuti nei pressi del lago, il Comune di Scanno ha deciso di intervenire per gestire la situazione. L’amministrazione sta preparando un’ordinanza che dovrebbe vietare espressamente ai visitatori di avvicinarsi agli animali selvatici. A spiegare le ragioni del provvedimento è stato il sindaco Giovanni Mastrogiovanni e le sue parole sono state riprese da un articolo ‘Ansa’: “Siamo un paese che si è sempre distinto per la coesistenza con l’animale selvatico: dovremmo sensibilizzare anche il turista.”

Il tema non riguarda dunque soltanto il rischio di essere caricati da un cervo. La distanza serve contemporaneamente a proteggere le persone e a evitare di modificare il comportamento degli animali. Lo stesso Parco Nazionale d’Abruzzo, nelle indicazioni rivolte ai visitatori, raccomanda, quando capita di incontrare animali selvatici in libertà, di godersi l’avvistamento senza disturbarli e di osservarli da lontano. Il sindaco ha spiegato, quindi, che l’ordinanza dovrebbe servire anche “a rendere più chiaro quello che dovrebbe essere il normale comportamento nei confronti dell’animale selvatico.”

Particolarmente severo è anche l’invito a non offrire cibo. “È bello guardarli da lontano, non avvicinarsi né tantomeno dargli da mangiare”, ha aggiunto il primo cittadino. C’è poi un’altra questione: “È anche il periodo degli amori, quindi non vanno assolutamente avvicinati”, ha ricordato ancora il primo cittadino. Con l’avvicinarsi della fase, infatti, i maschi entrano nella stagione riproduttiva, rendendo ancora meno opportuno cercare un contatto ravvicinato. Il sindaco ha, inoltre, spiegato che, dopo quanto accaduto, gli esperti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise potrebbero trasferire l’esemplare in un’area più lontana.