Sequestro Castello delle Cerimonie: ricorso dei Polese bocciato
Il ricorso contro il sequestro del Castello delle Cerimonie è stato bocciato: il Tribunale del Riesame di Napoli lo ha dichiarato inammissibile

La vicenda legata al destino del Castello delle Cerimonie si aggiorna con un nuovo capitolo: è stato bocciato il ricorso presentato dalla famiglia Polese contro il sequestro del Grand Hotel La Sonrisa, la struttura alberghiera di Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli diventata famosa grazie ai reality show.
Bocciato il ricorso contro il sequestro del Castello delle Cerimonie
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato dai Polese contro il sequestro dei locali commerciali del Grand Hotel La Sonrisa, emesso il 21 luglio del 2026 da parte del Gip di Torre Annunziata.
Nel decreto del Giudice, emesso su richiesta della Procura di Torre Annunziata, venivano contestati i reati di invasione di terrei o edifici.
Il sequestro era scattato dopo che il Comune di Sant’Antonio Abate aveva acquisito i locali commerciali della struttura alberghiera, ponendo le basi per lo sgombero, iniziato il 24 luglio. Si attendono ora le motivazioni dell’ordinanza del Tribunale di Napoli che potrà essere impugnata in cassazione dai Polese, ormai ex proprietari del Castello delle Cerimonie.
A tal proposito ‘FanPage.it’ ha riportato una nota della Procura di Torre Annunziata sul provvedimento del Tribunale del Riesame di Napoli: “L’ordinanza del Tribunale di Napoli, di cui non sono ancora state depositate le motivazioni, è suscettibile di essere impugnata con ricorso per Cassazione, il relativo procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, non possono essere ritenuti colpevoli sino alla sentenza definitiva di condanna per il reato loro ascritto”.
Nel mese di agosto, qualche settimana dopo l’inizio dello sgombero dei locali, era stata coperta l’insegna dell’albergo con un grande e lungo telo nero; negli stessi giorni gli addetti comunali avevano provveduto anche a coprire la segnaletica stradale, i cartelli che per decenni hanno indicato la direzione per raggiungere il Castello delle Cerimonie.
Cosa succederà al Grand Hotel La Sonrisa
In attesa di nuovi sviluppi, tra ricorsi e nuove sentenze, ci sono due questioni che restano in sospeso: il futuro della struttura che per anni ha ospitato sfarzose cerimonie e quello degli ormai ex lavoratori del Grand Hotel La Sonrisa.
Per quanto riguarda il primo punto, l’Amministrazione Comunale sta studiando da tempo come usare i locali di cui è entrata in possesso: a giugno era stato affidato un incarico professionale per verificare la fattibilità di un piano di recupero dell’albergo, verificare l’esistenza di condizioni urbanistiche, tecniche e normative per disporre un piano di recupero e individuare anche altre possibili destinazioni, purché compatibili con la struttura.
I lavoratori hanno organizzato diversi presidi di protesta dopo la confisca della struttura: uno dei più importanti è andato in scena prima della presa di possesso da parte del Comune, quando più di cento persone si erano radunate davanti ai cancelli del Castello delle Cerimonie, protestando per la chiusura dell’albergo.
Durante il sit in sono stati esposti striscioni che ricordavano l’appartenenza di camerieri, chef e direttori di sala che per anni sono stati il cuore pulsante del Grand Hotel La Sonrisa e hanno lavorato in una struttura simbolo del territorio dei Monti Lattari.
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