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Olimpiadi, atleti olandesi bocciano Milano: "Terribile in bici"

Gli atleti della squadra olimpica olandese, abituati a girare in bici, hanno dichiarato che invece Milano è terribile da girare in bicicletta

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Bici a Milano

Le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 stanno portando a Milano migliaia di atleti, tecnici e delegazioni da tutto il mondo. La città, già abituata ai grandi eventi internazionali, si è trasformata in un hub globale tra sport, cultura e lifestyle. Ma se da un lato l’organizzazione dei Giochi viene celebrata, dall’altro emergono alcune criticità legate alla mobilità urbana. A sollevare il caso sono stati gli atleti olandesi, che hanno definito “terribile” girare in bicicletta a Milano.

Olandesi in bici anche alle Olimpiadi

Nei Paesi Bassi, la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto ma è parte dell’identità nazionale. Le città olandesi sono progettate attorno alle piste ciclabili, con corsie separate, precedenze dedicate e infrastrutture pensate per garantire sicurezza e fluidità. Non sorprende quindi che, anche durante i Giochi di Milano-Cortina, la delegazione neerlandese abbia scelto di spostarsi in bici. Per l’occasione, il team ha organizzato circa un centinaio di e-bike arancioni del marchio Gazelle.

Ogni atleta e membro dello staff dispone della propria bicicletta personale, completa di lucchetto. La sera vengono lasciate presso “Casa Olanda” in via Tortona o nei parcheggi degli hotel, mentre durante il giorno vengono utilizzate per muoversi tra sedi operative, eventi e alloggi. La scelta era coerente con lo stile di vita olandese: sostenibilità, autonomia e rapidità negli spostamenti. Milano, dal canto suo, può contare oggi su più di 300 chilometri di percorsi ciclabili, quasi tre volte rispetto a dieci anni fa.

Un dato che dimostra un investimento significativo nella mobilità a due ruote. Secondo la delegazione dei Paesi Bassi, però, la qualità della viabilità in bici resta distante dagli standard a cui sono abituati.

Le dichiarazioni degli atleti sulle ciclabili di Milano

Le critiche sono state raccolte da ‘La Repubblica’, che ha riportato le testimonianze di tecnici e membri dello staff olandese. Il problema principale segnalato riguarda le condizioni del manto stradale. Le buche in strada sono il problema più grande, a volte dobbiamo fare lo slalom per evitarle”, dice Niels che è uno dei tecnici della delegazione. Un altro elemento critico è rappresentato dal pavé presente in alcune zone centrali, che rende la pedalata irregolare e faticosa.

“In certi punti è veramente difficile procedere, si saltella tutto il tempo”, aggiunge. Come lui la pensa Judith Van Drunen: “Noi siamo abituati a girare in bicicletta, ma qua a Milano è complicato”. Anne-Gert Wa avrebbe aggiunto “È terribile, totalmente diverso dall’Olanda”. Particolare attenzione viene posta ai binari del tram, che attraversano molte arterie cittadine.  Alcuni membri della delegazione raccontano episodi di corsie ciclabili occupate da veicoli in sosta.

Riporta sempre ‘La Repubblica’ che uno di loro ha suggerito: “Servirebbero più corsie dedicate alle biciclette”, ribadendo, però, che pedalare resta per loro la soluzione più efficiente e sostenibile per muoversi in città. Il confronto con l’Olanda è inevitabile dato che lì le piste ciclabili sono separate dalla carreggiata e la viabilità sembra progettata per dare priorità alle bici.

La città, però, sta cercando di rafforzare la propria immagine green. Il quartiere CityLife, ad esempio, è considerato uno dei migliori esempi di riqualificazione urbana in Europa, con ampie aree pedonali, piste ciclabili e certificazioni internazionali di sostenibilità. Anche il sindaco Beppe Sala è noto per la sua passione per la bicicletta. Proprio in occasione dei Giochi, ha documentato sui social una lunga pedalata da Milano fino alla Liguria, ribadendo l’impegno personale verso una mobilità più sostenibile.