Il fiordaliso diventa specie protetta in Trentino: c'è la multa
In Trentino il fiordaliso diventa specie protetta con divieto di raccolta e multa allo scopo di tutelare la biodiversità e l'ambiente alpino

Il fiordaliso, fiore simbolo dei prati alpini, entra ufficialmente tra le piante tutelate in Trentino. La decisione segna un cambiamento significativo nelle regole che disciplinano la raccolta della flora spontanea in montagna, una misura che si inserisce in un contesto ambientale sempre più fragile e che punta a preservare equilibri naturali messi sotto pressione.
Perché il fiordaliso è diventato una specie protetta
Il fiore, nella sua varietà selvatica, è stato inserito nell’elenco delle piante soggette a tutela ambientale e da questo momento, raccoglierlo, danneggiarlo o commercializzarlo in ambiente montano non è più consentito, con conseguenze economiche per chi viola la norma.
La decisione di proteggere il fiordaliso è stata sollevata dalle amministrazioni locali, le quali hanno scelto di intervenire per salvaguardare l’ecosistema alpino, sempre più esposto a pressioni concomitanti che ne minacciano la stabilità.
I dati scientifici hanno avuto un ruolo centrale in questo processo. Monitoraggi recenti hanno restituito un quadro critico dello stato della flora spontanea locale, evidenziando una progressiva riduzione di molte specie, dove a incidere sono stati sia gli effetti del cambiamento climatico sia l’impatto dell’agricoltura intensiva, che ha modificato profondamente gli habitat naturali.
Come riportato su “La Repubblica”, Francesco Petretti, biologo e docente all’Università degli studi di Perugia, ha dichiarato: “Il fiordaliso, specialmente quello di campo, è un fiore diventato rarissimo a causa dell’agricoltura intensiva e all’impiego di sostanze chimiche. È una pianta spontanea, raccolta purtroppo in maniera indiscriminata a causa dell’immagine del ‘mazzolin di fiori che vien dalla montagna’”.
Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dall’aumento dei flussi turistici, in particolare nei mesi estivi. Nelle aree montane più frequentate, infatti, la raccolta ripetuta di fiori spontanei ha contribuito a impoverire i prati, compromettendo la capacità di rigenerazione naturale delle piante.
Lo stesso Petretti ha sottolineato: “Queste piante hanno dei ritmi di crescita molto lenti. Una volta estirpate possono impiegare diversi anni per riformarsi. Per questo motivo, secondo me, accanto alla multa bisognerebbe pensare a una campagna educativa”.
Quanto è la multa per chi raccoglie il fiordaliso
Il nuovo regime di tutela prevede sanzioni economiche per chi non rispetta il divieto e la multa per chi raccoglie il fiordaliso in Trentino varia da 13 a 133 euro per ogni pianta coinvolta.
L’importo dipende dalla gravità dell’infrazione e rappresenta uno strumento di deterrenza volto a scoraggiare comportamenti dannosi per l’ambiente alpino. Le sanzioni si applicano anche nei casi di distruzione, danneggiamento o commercializzazione non autorizzata delle piante tutelate.
La norma non riguarda esclusivamente il fiordaliso, ma disciplina la protezione di tutte le specie vegetali a rischio. L’elenco comprende numerose specie simboliche della montagna, accanto ad arbusti e fiori spontanei meno noti ma fondamentali per la biodiversità.
Restano escluse le coltivazioni volontarie, mentre per alcune piante è consentita una raccolta limitata, entro quantità precise e senza estirpare radici o tuberi. Si tratta di un sistema di regole differenziate, pensato per bilanciare tradizioni locali e tutela ambientale.
Accanto alle sanzioni, è emersa l’esigenza di affiancare strumenti informativi. Petretti ha ribadito che “Non estirpare i fiori deve diventare un elemento culturale. […] Sarebbe altrettanto bello se comparissero pannelli con il nome delle piante, insieme a qualche notizia di biologia. Sarebbe così l’occasione per trasformarle nelle protagoniste delle nostre escursioni”.
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