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Olimpiadi Milano Cortina, le divise dei poliziotti sono un caso

Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, le divise dei poliziotti diventano un caso: non sarebbero idonee alle alte temperature dell'arco alpino

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Le divise dei poliziotti impegnati nelle località di montagna delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 sono un caso: il Siulp, Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori, ha sollevato la questione relativa alla dotazione degli agenti che non sarebbe idonea alle rigide temperature dell’arco alpino.

Milano-Cortina 2026, le divise dei poliziotti per le Olimpiadi Invernali sono un caso

In una nota pubblicata sul sito ufficiale del Siulp, a proposito della dotazione per gli agenti impegnati ai Giochi Invernali, si legge: “Dalle notizie che ci vengono restituite dai territori interessati dall’arrivo dei primi aggregati, in disparte le irrisolte ambiguità sull’avvicendamento bisettimanale del personale, su cui era stato assunto un preciso impegno, si è appreso che le dotazioni previste per affrontare le rigide temperature attese sull’arco alpino consisterebbero in qualche capo di biancheria intima senza ricambio, quasi che il diritto all’igiene personale sia considerato un lusso, un paio di guanti e un copricapo. Nulla a che vedere con la tanto decantata divisa invernale sperimentale per i servizi di ordine pubblico”.

E ancora: “Se questa prima impressione trovasse conferma saremmo di fronte all’ennesima grave disattenzione per le condizioni di lavoro del personale in un contesto che comporta esposizioni di lunga durata a rigidità climatiche non comuni. Che si vorrebbe venissero affrontate con i medesimi indumenti utilizzati in ambienti urbani ordinari. Tutto ciò è semplicemente offensivo per la dignità degli operatori e rende evidente l’incapacità dell’Amministrazione non solo di assicurare un minimo di decoro e di benessere al personale, ma anche, qualora il problema fosse nella scarsa disponibilità delle voci di bilancio, di riuscire a recuperare minime risorse dai 2,4 miliardi di euro impegnati per l’evento olimpico”.

In una lettera indirizzata al Capo della Polizia, il Siulp ha chiesto “come sia stato possibile che non si sia riusciti a ritagliare un qualche margine di spesa dai capitoli di bilancio per assicurare idonei e necessari capi di vestiario per garantire ai poliziotti di poter operare in sicurezza e ben protetti dalle intemperie che dovranno necessariamente affrontare”, sottolineando come l’Amministrazione abbia “il dovere, morale e giuridico, di attivarsi per ricercare ogni percorso utile e legittimo per rimediare al disagio e prevenire i rischi per la salute di quanti sono chiamati a lavorare nelle zone maggiormente fredde”.

Il confronto con i Tedofori e i Carabinieri

La questione ha sollevato anche un altro tema, quello del confronto con la dotazione dei tedofori che hanno trasportato la Fiamma Olimpica in giro per l’Italia. Il Siulp, nella nota, ricorda come “le centinaia di tedofori che hanno portato la fiaccola olimpica per percorrere il non esattamente ragguardevole tratto di strada di 200 metri, siano state vestite di tutto punto con sfavillanti completi”.

A tal proposito Silvano Filippi, componente della segreteria nazionale del Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia, ha osservato: “Per percorrere la distanza impegnativa di 200 metri, ai tedofori hanno dato un completo che, a star stretti, costerà 150 euro – le parole di Filippi riportate da ‘Il Fatto Quotidiano’ – se consideriamo quante centinaia di tedofori ci sono stati in tutta Italia, per quei 200 metri hanno speso un patrimonio. Arrivano i poliziotti e come sempre nemmeno le briciole che cadono dalla tavola? Non è ammissibile che gli agenti lavorino in queste condizioni. È evidente che, in determinati contesti, devi avere un vestiario, un abbigliamento che sia consono”.

Diversa anche la dotazione dei “colleghi dell’Arma” dei Carabinieri, ai quali sarebbe stata fornita una vestizione idonea con scarponcini da montagna, pantaloni impermeabilizzati con protezione termica rinforzata e anche occhiali da sole.