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Olimpiadi, all'asta le attrezzature usate a Milano Cortina

In vendita all'asta le attrezzature usate nel corso delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026: dai cronometri ai lettini per la fisioterapia

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno lasciato in eredità un grande successo organizzativo e le tante medaglie vinte dagli atleti azzurri, capaci di superare il record di Lillehammer ’94. Ma anche tante attrezzature nelle varie sedi delle gare sparse tra Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno, Tesero, Bormio, Predazzo e Anterselva.  Tutti gli oggetti, dai cronografi ai lettini, passando per rastrelli e reti di sicurezza, sono stati messi in vendita all’asta.

Milano-Cortina 2026, all’asta le attrezzature usate alle Olimpiadi Invernali

Come spiegato dalla Fondazione Milano Cortina, si è proceduto alla dismissione dei beni mobili utilizzati per lo svolgimento delle Olimpiadi “nel rispetto dei criteri di sostenibilità sul piano economico, ambientale, sociale, anche al fine di promuovere ricadute positive sulle comunità locali e sui territori che hanno ospitato i Giochi”.

All’asta sono finite le attrezzature di diverse discipline sportive: della pista da bob, skeleton e slittino, per esempio, sono rimaste 30 pale di alluminio, 20 zainetti porta-materiale, 250 lame per raschietti 4 ceste con le ruote, utilizzate per il trasporto del cambio degli atleti dalla stazione di partenza a quella di arrivo.

Dalla pista Olympia delle Tofane sono rimasti 1.200 metri di reti rosse, insieme a 50 pale d’alluminio, 2 strutture porta-pettorali e 2 telemetri con inclinometri per la misurazione delle distanze. Stando agli inventari, dopo la fine delle Olimpiadi Invernali, dall’Ice Hockey Arena di Rho sono rimasti 10 cronometri al millisecondo, mentre dall’Arena Santa Giulia 24 orologi con countdown; dal Forum di Assago, invece, sono disponibili 12 lettini per la fisioterapia.

E poi 95 secchi da cantiere, 25 rastrelli, 4 motoseghe, 2 orologi digitali da muro; a Livigno sono rimaste 12 maniche insieme a 161 materassi antitrauma, a Bormio ci sono ancora circa 3 chilometri di reti di sicurezza. Merita un capitolo a parte il curling, tra gli sport più seguiti di Milano-Cortina 2026: al termine delle gare olimpiche, sono rimate 3 squadre angolari, 6 binocoli, 2 pompe d’acqua per la produzione del ghiaccio e 8 cronometri. E anche diverse stone finite nel mirino il sindaco di Cortina d’Ampezzo, Gianluca Lorenzi.

Il primo cittadino, da ex atleta di curling, aveva chiesto di poter acquistare tutte le stone olimpiche: “Non è per avere proprio quelle col logo Milano Cortina, è che sono davvero di altissima qualità – le parole del sindaco riportate da ‘Il Dolomiti’ – e poterle usare qui potrebbe fare la differenza rispetto ad altri centri”.

Chi poteva partecipare all’asta

All’asta delle attrezzature utilizzate durante le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 potevano partecipare, entro il 26 febbraio, le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni non profit come le cooperative, le imprese sociali e le società dilettantistiche, ma anche i soggetti giuridici privati, fatta eccezione delle persone fisiche. Gli interessati dovevano precisare il progetto di riuso per gli oggetti scegliendo tra rivendita, produzione, eventi sportivi, donazione o altro.

Sul sito ufficiale della Fondazione Milano Cortina si legge che nei prossimi giorni i vincitori delle aste verranno contattati “per definire quantità, condizioni economiche, modalità di sottoscrizione del contratto e tempistiche di ritiro dei beni presso le rispettive venue”.

Dalla stessa Fondazione hanno fatto sapere che l’obiettivo dell’asta era quello di “favorire la dismissione responsabile dei beni impiegati durante i Giochi Invernali, secondo criteri di sostenibilità economica, ambientale e sociale, promuovendo ricadute positive sui territori e sulle comunità locali che hanno ospitato l’evento”.