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Location di Uno sbirro in Appennino con Bisio: dov'è Muntagò

Alla scoperta delle location di Uno sbirro in Appennino, la nuova serie tv Rai con Claudio Bisio: dove si trova il borgo immaginario di Muntagò

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Claudio Bisio è il protagonista di Uno sbirro in Appennino, la nuova serie tv Rai: l’attore interpreta Vasco Benassi, un investigatore che a seguito di un errore professionale viene trasferito nella sua terra d’origine, l’Emilia Romagna, e più precisamente a Muntagò, borgo immaginario situato nel cuore dell’Appennino.

Scopriamo insieme le location della serie diretta da Renato De Maria con un cast d’eccezione che oltre a Bisio, vede anche la presenza di Elisa D’Eusanio, Ivan Zerbinati, Michele Savoia e Valentina Lodovini.

Dove è stata girata la serie Uno sbirro in Appennino: le location

Una delle location principali della serie è Castiglione dei Pepoli in provincia di Bologna, trasformata nel borgo immaginario di Muntagò: un centro che rappresenta tutto l’Appennino e nell’immaginazione dello sceneggiatore, Fabio Bonifacci, si rifà ai tanti paesini italiani che si chiamano Monteacuto.

Il regista Renato De Maria, a proposito della scelta di trasformare Castiglione dei Pepoli in Muntagò, ha spiegato: “Castiglione dei Pepoli ci è sembrato il paese che più potesse regalare l’idea di un centro cittadino dove ci poteva essere un commissariato – le parole del regista riportate da ‘Il Resto del Carlino’ – un paese con la piazza, la chiesa e un centro attorno al quale possano ruotare le storie”.

Oltre a Castiglione dei Pepoli, luogo principale della serie tv, altre scene sono state girate a Castel di Casio, Montorio e Borgo La Scola-Grizzana Morandi. Tra le location troviamo i laghi di Suviana e Brasimone e Bologna, dove è ambientata la scena iniziale del primo episodio che vede Benassi lasciare la città da via del Pratello.

Claudio Bisio e il rapporto con l’Appennino

In un’intervista rilasciata a ‘Repubblica’, Claudio Bisio ha spiegato come Uno sbirro in Appennino rappresenti una novità per le serie poliziesche che fino a oggi avevano coperto altre zone d’Italia, come la Valle d’Aosta di Rocco Schiavone oppure la Sicilia del commissario Montalbano, senza però comprendere mai l’Appennino:

“E noi abbiamo cercato di riempire questa lacuna. Bonifacci, con cui ho già fatto sette/otto film, è di Bologna ma ha una casa di famiglia sull’Appennino, lui mi ha raccontato che fino alla Seconda guerra mondiale il 60% della popolazione italiana viveva sulle montagne dell’Appennino poi si è spopolato e ora qualche giovane tenta di tornare”.

Lo stesso Bisio ha sottolineato la voglia di cinema e tv di raccontare parti del Paese fin qui poco presenti sul grande e piccolo schermo, citando il film Le città di pianura come esempio lampante: “Ci sono zone d’Italia che vengono riscoperte dalla tv, dal cinema, ultimamente è successo con la pianura Padana e il bellissimo Le città di pianura. Noi speriamo che la nostra serie possa farlo per le terre dell’Appennino, terre di mezzacosta, dalla Liguria alla Calabria, accomunate dagli stessi problemi”.

L’attore ha raccontato le settimane di riprese nelle località dell’Appennino, piene di incontri significativi: “Dal punto di vista ricettivo ci siamo trovati benissimo ma non c’erano alberghi, settanta, ottanta persone della troupe sparpagliate in varie case. Ci siamo stati quasi quattro mesi, bellissima la scoperta della primavera, la fioritura, non dico come quella dei ciliegi in Giappone, che ancora non ho visto, ma bellissima. Incontri? Moltissimi, ho fatto amicizia con tanta gente del posto”.