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Okonomiyaki, dove mangiare in Italia la “non pizza” giapponese

L'Okonomiyaki, è un piatto del Giappone che alcuni hanno erroneamente definito come “la pizza giapponese": ecco dove si può mangiare in Italia

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Okonomiyaki, dove si mangia in Italia

Non è una pizza, anche se viene spesso presentata così per descriverla a chi non l’ha mai assaggiata. L’okonomiyaki è una delle specialità più popolari della cucina giapponese, anche se molti non la conoscono. È un piatto sostanzioso, cotto sulla piastra e personalizzabile con carne, pesce, verdure, salse e numerosi altri ingredienti. Dietro questo nome si nascondono però una storia particolare e diverse varianti regionali.

Cos’è l’okonomiyaki e qual è la sua storia

Dopo il successo ormai consolidato di sushi, ramen e gyoza, anche l’okonomiyaki sta trovando sempre più spazio in Italia. L’okonomiyaki è una sorta di frittella salata preparata generalmente con un impasto a base di farina, uova, brodo e cavolo cappuccio tagliato finemente. La composizione può essere poi arricchita con pancetta di maiale, calamari, gamberi, molluschi, formaggi oppure verdure, a seconda della ricetta e delle preferenze personali.

Il nome racconta già molto della natura del piatto. Il termine giapponese “okonomi” può essere tradotto come “ciò che si preferisce” o “come piace”, mentre “yaki” indica una preparazione cotta o grigliata. Il significato complessivo è quindi qualcosa di simile a “cotto alla piastra come vuoi tu”. Proprio questa libertà negli ingredienti ha favorito il paragone con la pizza italiana, anche se forma, consistenza e metodo di preparazione sono molto diversi.

Una tra le differenze più grandi rispetto alla pizza è che l’okonomiyaki viene cotto sul teppan, la caratteristica piastra di ferro utilizzata in numerose preparazioni giapponesi. Nei ristoranti tradizionali il teppan può trovarsi direttamente davanti ai clienti, sul bancone o al centro del tavolo. La preparazione diventa così parte dell’esperienza. Una volta completata la cottura, l’okonomiyaki viene normalmente ricoperto con una salsa dal gusto dolce e sapido, maionese giapponese, aonori, cioè alga verde essiccata e katsuobushi, sottilissime scaglie di tonnetto essiccato.

Come spiega ‘La Repubblica’, le origini dell’okonomiyaki non sono legate a un’unica data o ricetta. Le sue antenate sarebbero alcune semplici focacce di farina cotte sulla piastra, diffuse in Giappone già prima della Seconda guerra mondiale. È stato però soprattutto tra gli anni Quaranta e Cinquanta, in una fase segnata dalla scarsità di alimenti, che la preparazione ha acquistato grande popolarità. Con pochi ingredienti disponibili era infatti possibile realizzare un pasto caldo, economico e ricco, usando ciò che si riusciva a trovare.

Dove mangiare l’okonomiyaki in Italia

In Italia l’okonomiyaki è arrivato più lentamente rispetto ad altre specialità giapponesi. Per molto tempo è rimasto un piatto conosciuto soprattutto da chi aveva viaggiato in Giappone o dagli appassionati di manga e anime, nei quali compare spesso. Negli ultimi anni, però, l’interesse per la cucina  giapponese ha favorito l’apertura di locali specializzati e l’inserimento della ricetta nei menu di diverse città.

Tra gli indirizzi segnalati da ‘La Repubblica’ c’è innanzitutto Maido! a Milano, considerato uno dei locali che hanno contribuito maggiormente alla diffusione dell’okonomiyaki in Italia. Aperto nel 2014, propone una cucina ispirata allo street food di Osaka.  A Torino è consigliato Matsurika, locale che propone una cucina ispirata ai sapori casalinghi del Giappone. Qui l’okonomiyaki è affiancato da donburi, cioè ciotole di riso accompagnate da diversi ingredienti, e dal chashu don, preparato con riso bianco e pancetta di maiale brasata lentamente in una salsa a base di soia.

A Roma, invece, il riferimento indicato da ‘La Repubblica’ è Okasan, ristorante dedicato soprattutto alla cucina del Kansai. La contaminazione tra tradizioni diverse caratterizza, invece, Koenji a Venezia. Il locale viene descritto come un bacaro dall’anima giapponese, nato dall’incontro tra la città lagunare e il quartiere Koenji di Tokyo. Infine, chi si trova in Puglia può assaggiare l’okonomiyaki da Yumi, presente a Bari e Lecce.