Le migliori 10 mete del gusto in Italia secondo Taste 2026
Durante l'evento Taste 2026 di Pitti Immagine sono state selezionate tra tutte le aziende partecipanti le dieci migliori mete del gusto in Italia

La gastronomia italiana è da sempre uno dei simboli più riconoscibili del nostro Paese nel mondo. Il cibo in Italia è un vero fiore all’occhiello che racconta territori, tradizioni familiari, paesaggi e saperi artigianali tramandati nei secoli. In questo scenario si inserisce la selezione delle 10 mete del gusto in Italia secondo Taste 2026, una mappa ideale che mette al centro il concetto di “true food”, ovvero un cibo autentico e radicato nel territorio da cui nasce. Non semplici luoghi dove assaggiare prodotti di qualità, ma realtà che offrono esperienze immersive.
Taste 2026: il salone del “True food” a Firenze
La cucina italiana, riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, rappresenta uno dei pilastri identitari del nostro Paese. La sua fama globale non deriva soltanto da ricette iconiche ma anche dall’eccellenza delle materie prime come oli extravergine, formaggi DOP, vini autoctoni, ortaggi e frutti coltivati nel rispetto dei territori. Molti prodotti in Italia raccontano una storia che è fatta anche di cultura contadina e saperi tramandati.
In questo contesto si inserisce perfettamente la visione di Taste 2026, che tra le aziende partecipanti all’evento ha selezionato dieci mete del gusto. Questo viaggio lungo la Penisola, dal nord al sud, permette di scoprire realtà produttive dove il “true food” diventa esperienza concreta e lenta. La diciannovesima edizione di Taste, il salone di Pitti Immagine dedicato alla scena food contemporanea, si è svolta dal 7 al 9 febbraio 2026 alla Fortezza da Basso. Il tema scelto per quest’anno è “True food – In viaggio con le diversità del gusto”, un invito a riscoprire la materia prima nella sua essenza più genuina.
Oltre 750 aziende hanno partecipato alla manifestazione, offrendo una panoramica aggiornata della produzione enogastronomica italiana tra tradizione e innovazione. Negli ultimi anni il turismo legato al cibo è cambiato molto. Non si tratta più soltanto di degustare eccellenze, ma di vivere esperienze consapevoli che mettono in relazione agricoltura, paesaggio, cultura e sostenibilità. Proprio da questa visione nasce la selezione delle dieci mete del gusto di Taste 2026 che interpretano in modo concreto il viaggio come scoperta autentica e spesso lenta.
Le mete del gusto secondo Taste 2026
Partendo da nord Taste 2026 ha individuato in Piemonte, a Crova, Cascina Oschiena una realtà che rappresenta un esempio di equilibrio tra produzione agricola e tutela ambientale. Le risaie storiche convivono con un’oasi naturale che ospita numerose specie protette. In Lombardia, all’interno del Parco del Mincio, Cru Caviar racconta il mondo dello storione e del caviale attraverso percorsi guidati che illustrano tecniche di allevamento rispettose dell’ecosistema. Tra le altre realtà individuate spicca Borgo del Balsamico, in provincia di Reggio Emilia, dove l’Aceto Balsamico Tradizionale DOP viene prodotto seguendo un disciplinare rigoroso e lunghi tempi di invecchiamento.
Ai piedi del Monte Amiata, in Toscana, La Castagna Leopoldina valorizza castagne e marroni con una filiera controllata e sostenibile. Tra le colline senesi, Taste 2026 ha individuato Borgo Santo Pietro come un progetto dove ortaggi, erbe, miele, olio e vino vengono coltivati direttamente in azienda. La filosofia farm to table guida una cucina attenta alla stagionalità e alla riduzione degli sprechi. Sempre in provincia di Pisa, Savini Tartufi propone con la Truffle Experience un’immersione nei boschi insieme al tartufaio e ai suoi cani, alla scoperta di uno dei prodotti simbolo dell’eccellenza italiana.
In Sardegna, il Caseificio Antonio Garau dal 1880 custodisce una lunga tradizione casearia tutta da scoprire. Continuando il viaggio di Taste 2026 Umbria, sulle colline che guardano al Lago Trasimeno, Terre di Grifonetto racconta la cultura dell’olio extravergine. L’azienda, guidata da una squadra tutta al femminile, propone degustazioni e approfondimenti che permettono di comprendere il legame tra uliveti secolari e territorio.
Sempre in Umbria, nella campagna di Città della Pieve, Quintosapore invita a riscoprire il ritmo della terra. Qui si cammina tra varietà antiche coltivate con metodi rigenerativi e si partecipa a pranzi preparati con ortaggi appena raccolti. Infine, in Sicilia, Tenuta Gorghi Tondi si estende all’interno di una riserva naturale vicino a Mazara del Vallo. I vigneti affacciati sul Mediterraneo danno vita a vini che sono frutto di un microclima unico.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Il segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo è stato svelato
-
Il pesce lucertola diamante ha invaso il Mediterraneo: i rischi
-
Capitale Italiana della Cultura 2028: le 10 città finaliste
-
Quanto costa il menù di San Valentino 2026 di chef Cannavacciuolo
-
"Non venite a Milano": la video denuncia di un italo-cinese
-
Le case di Valentino da Capri alla villa sull'Appia Antica a Roma
-
Allarme vongole nell'Alto Adriatico: cosa sta succedendo
-
Sui Colli Euganei trovata una cavalletta gigante predatrice
-
"Salviamo Macari": cosa sta succedendo alla baia della serie tv

