Il segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo è stato svelato
Un nuovo studio ha chiarito il segreto dell'Uomo Vitruviano di Leonardo: mostrato il metodo matematico e le proporzioni che rendono il disegno unico
Da secoli l’Uomo Vitruviano rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della cultura occidentale: l’immagine del corpo umano inscritto nel cerchio e nel quadrato è entrata nell’immaginario collettivo come sintesi perfetta tra arte e scienza. Eppure, dietro questa apparente evidenza, si cela una domanda rimasta a lungo aperta e oggi una nuova ricerca offre una chiave di lettura fondata su dati matematici e osservazione scientifica.
Qual è il segreto svelato dell’Uomo Vitruviano
Il disegno, conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, è stato scelto come effige delle monete da un euro italiane proprio per il suo valore simbolico. Nonostante ciò, il metodo con cui Leonardo riuscì a far convivere due figure geometriche diverse attorno al corpo umano non era mai stato chiarito in modo definitivo.
Oggi, quello che per secoli è apparso come un enigma formale viene riletto alla luce di una struttura nascosta, coerente e misurabile Lo studio che ha riaperto il dibattito è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Arts et Sciences – ISTE Open Science’ ed è il risultato di un’analisi matematica approfondita del disegno.
I ricercatori hanno individuato una griglia proporzionale che organizza il corpo umano secondo un sistema di misure costanti, fino a oggi non riconosciuto in modo sistematico.
Contrariamente a quanto sostenuto da molte interpretazioni precedenti, Leonardo non avrebbe applicato in modo rigido le indicazioni di Vitruvio. Al contrario, le avrebbe confrontate con l’osservazione diretta dell’anatomia, rielaborandole attraverso un sistema più flessibile.
Il corpo dell’Uomo Vitruviano risulterebbe costruito a partire da segmenti anatomici precisi , come busto, arti, ginocchia e pube, organizzati secondo un criterio matematico unitario. Il cuore di questo impianto è il ricorso a un sistema duodecimale, fondato sul numero 120, scelto per la sua elevata divisibilità.
Questa caratteristica consentirebbe di esprimere numerosi rapporti proporzionali senza ricorrere a frazioni complesse, mantenendo coerenza tra altezza e larghezza del corpo; ne deriverebbe quindi una struttura capace di adattarsi alla realtà fisica, evitando rigidità geometriche.
L’analisi ha mostrato che diverse parti del corpo condividono lunghezze equivalenti: la mano corrisponde al volto, il piede all’avambraccio, alcune distanze interne si ripetono secondo rapporti semplici o multipli. Questo schema restituirebbe l’immagine di un corpo organizzato secondo un principio di armonia interna, dove una stessa misura ritornerebbe in più punti, garantendo equilibrio e stabilità visiva.
Perché il metodo di Leonardo rende l’Uomo Vitruviano unico
La rilettura proposta dallo studio aiuta a comprendere il metodo di lavoro di Leonardo da Vinci. Il numero 120, oltre alla sua utilità pratica, possiede una forte valenza simbolica: è il prodotto dei primi cinque numeri interi ed era associato, nella tradizione antica, all’idea di ordine e armonia.
Il riferimento si inserisce in una continuità con i sistemi di misura mesopotamici basati sulla suddivisione in sessantesimi, ancora oggi presenti nella misurazione del tempo e degli angoli.
Un altro elemento centrale riguarda la scelta del centro del corpo umano. Mentre Vitruvio lo collocava nell’ombelico, Leonardo avrebbe spostato questo punto all’altezza del pube. Tale decisione modifica la disposizione delle gambe e del triangolo che esse formano, introducendo un principio legato al movimento e all’equilibrio corporeo, piuttosto che a una simmetria puramente teorica.
L’approccio non sembrerebbe essere isolato nella produzione leonardiana. Nei suoi studi botanici, ad esempio, Leonardo aveva già osservato che la somma degli spessori dei rami di un albero equivale a quella del tronco, applicando lo stesso principio di unità proporzionale al mondo naturale.
L’Uomo Vitruviano appare così come un progetto rigoroso, costruito su dati verificabili, capace di unire arte, matematica e osservazione in un equilibrio che continua, a distanza di secoli, a interrogare e affascinare.
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