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"Salviamo Macari": cosa sta succedendo alla baia della serie tv

La spiaggia di Macari è al centro di discussioni per un nuovo progetto che per alcuni metterebbe in pericolo questo tratto di costa incontaminato

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

spiaggia Macari

La spiaggia di Macari, nella Sicilia occidentale, è finita al centro di una polemica che va ben oltre i confini locali. Situata nel territorio del Comune di San Vito Lo Capo, la baia è diventata famosa soprattutto grazie ad una serie TV della RAI, ma oggi è al centro di un acceso dibattito tra cittadini, associazioni ambientaliste e amministrazione comunale. Da una parte c’è chi chiede di preservarne l’integrità paesaggistica e ambientale, dall’altra chi sostiene la necessità di regolamentare e valorizzare l’area attraverso nuovi servizi turistici.

Il nuovo piano per la spiaggia di Macari

Macari è una piccola frazione di Castelluzzo, affacciata su un tratto di costa tra i più suggestivi della provincia di Trapani. La sua spiaggia non è una distesa uniforme di sabbia fine, ma un’alternanza di calette, scogli e tratti sabbiosi bagnati da un mare limpido e cristallino. Oltre alla sua bellezza, Macari beneficia anche di una posizione strategica dato che si trova a breve distanza dalla famosa San Vito Lo Capo, che vanta alcune delle spiagge più belle della penisola.

Negli ultimi anni, però, Macari è diventata popolare anche per un altro motivo. È, infatti, uno dei principali set della serie televisiva Màkari, prodotta da Palomar e ispirata ai romanzi di Gaetano Savatteri ambientati tra il golfo di Macari e i faraglioni di Scopello. Le immagini della baia, trasmesse in prima serata sui canali RAI, hanno contribuito a rafforzarne la popolarità e ad attirare nuovi flussi di visitatori. Proprio questo crescente interesse turistico è al centro della controversia.

Il Comune di San Vito Lo Capo, infatti, ha presentato un progetto per la gestione dei servizi turistici lungo il litorale di Macari. Per molti cittadini e associazioni ambientaliste, però, quel progetto rappresenta un rischio concreto per uno degli ultimi tratti costieri ancora incontaminati della zona. Macari, infatti, non è solo bella ma è anche un habitat di grande valore dato che la salvaguardia finora garantita ha permesso di mantenere un’elevata biodiversità nella zona.

“Salviamo Macari”: il comitato, la petizione e lo scontro sul futuro della baia

A opporsi al progetto comunale è nato il comitato “Salviamo Macari“, costituito da cittadini, residenti e frequentatori della zona. Il gruppo ha lanciato una petizione online che in poco tempo ha superato le cinquemila firme, raccogliendo anche l’appoggio di numerosi nomi noti del mondo dello spettacolo, come Emma Dante, Beppe Fiorello e Donatella Finocchiaro. Secondo il comitato, il progetto comunale rischia di trasformare Macari nell’ennesima località costiera sfruttata a fini turistici.

“Il progetto provocherebbe un’ingiustificata pressione antropica con impatti come: produzione di rifiuti, rumore, consumo energetico e inquinamento dell’aria, perdita di habitat naturali e disturbo della fauna e dell’avifauna […]” scrivono i promotori di “Salviamo Macari” nella  piattaforma ‘IoScelgo’ che sta raccogliendo le firme della petizione. Il progetto prevede infatti una serie di interventi significativi come la privatizzazione dell’area, l’ampliamento dei parcheggi, nuove aree attrezzate, noleggio di pedalò e canoe, aree gioco e persino un teatro temporaneo, operativo nella stagione estiva.

Secondo il comitato questo modello ricalcherebbe quanto già avvenuto a San Vito Lo Capo, dove le spiagge sono praticamente tutte attrezzate e dove ci si può anche sposare. Di tutt’altro avviso il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, che continua a difendere il progetto, anche a fronte del fatto che questo è già stato ridimensionato rispetto all’idea iniziale. Si leggono le sue dichiarazioni su ‘La Repubblica’: “Non vogliamo cementificare né fare interventi speculativi – dice – il progetto mira a garantire una fruizione ordinata e sostenibile del territorio offrendo servizi essenziali per i visitatori senza impattare con l’ambiente”. Il primo cittadino spiega poi che sono previsti trenini elettrici gratuiti e servizi essenziali a basso impatto ambientale.