"No maranza", il divieto del ristorante a Palermo è un caso
"Vietato l'ingresso ai maranza": è questo il - provocatorio - annuncio dello chef Natale Giunta, che gestisce un ristorante a Palermo. E scoppia la polemica

Nei primi giorni del 2026, un cartello apparso sulla porta di un ristorante di Palermo ha suscitato una vivace polemica social. Si tratta del locale gestito dallo chef Natale Giunta, divenuto in passato famoso per la sua lotta contro il “pizzo”: stavolta il suo intento è combattere quei comportamenti violenti che spesso degenerano durante le ore notturne, coinvolgendo loro malgrado proprietari e dipendenti di bar e ristoranti. Così, ha affisso alla porta del suo locale un divieto d’accesso ai “maranza”. E naturalmente la cosa non è passata inosservata, finendo nella bufera.
Ingresso vietato ai maranza in un ristorante di Palermo
“Da oggi esce il primo divieto ufficiale del CitySea, spero che tanti colleghi aderiscano a questa iniziativa. “Io non posso entrare”: no maranza, occhiali Cartier, barba da delinquente, collanona, tu qua non sei gradito, non devi entrare, c’è il divieto assoluto” – così annuncia Natale Giunta in un video condiviso sul suo profilo Facebook. La didascalia aggiunge: “L’accesso è vietato. la tua presenza non è benvenuta, il tuo stile non è ammesso. Vesti con tuta lucida di imitazione Armani, occhiali Cartier falsificati, un borsello Gucci fake e una collana di provenienza incerta, il tutto accompagnato da una barba che richiama stili discutibili di gomorrista. Pertanto ti invito a non entrare nei miei locali”.
Il divieto, con tanto di volto barbuto all’interno del classico cerchio rosso barrato, è stato affisso alle porte del CitySea, celebre ristorante nel cuore di Palermo che da qualche anno è diventato uno dei punti di riferimento della movida cittadina. Il suo titolare, lo chef Natale Giunta, era già conosciuto sui social – e non solo – per aver denunciato i suoi estorsori, tanto da essere riconosciuto come simbolo della lotta contro la mafia. Anche il nuovo cartello “Vietato l’ingresso ai maranza” è una provocazione, volta a combattere un altro tipo di criminalità purtroppo sempre più diffusa.
La provocazione dello chef Natale Giunta
Le polemiche suscitate dal divieto affisso sulle porte del ristorante CitySea di Palermo si contrappongono ai tanti commenti positivi che in questi giorni sono comparsi sui social, a difesa del gesto dello chef Natale Giunta. La sua, infatti, è una provocazione che nasconde un intento sociale ben preciso: lottare contro la violenza che affligge le notti palermitane, coinvolgendo giovani – e meno giovani – e spesso anche i proprietari dei locali e i loro dipendenti, che si trovano a dover gestire numerose risse. Dal momento che il messaggio ha scatenato la bufera, il ristoratore ha voluto fare il punto della situazione su Facebook, spiegando meglio il motivo che lo ha spinto ad una scelta così “estrema”.
“Il mio messaggio è destinato a un pubblico ben preciso: lo riconosciamo facilmente. Sono consapevole di poter essere frainteso, quindi desidero chiarire una volta per tutte: non intendo affermare che chi sfoggia una barba non sia ben accetto. Il mio obiettivo è puntare il dito contro individui malavitosi che si presentano in gruppi, senza alcun rispetto nei confronti di chi lavora, di chi garantisce la sicurezza dei clienti e di chi desidera divertirsi in un ambiente tranquillo, avendo il sacrosanto diritto di farlo senza compromettere la propria incolumità” – ha affermato Natale Giunta.
E ancora: “A Palermo si sono verificati eventi gravi e continuano a verificarsi, con liti che esplodono sia dentro che fuori i locali. Ho voluto lanciare un messaggio forte perché la situazione è degenerata. La sicurezza è diventata un miraggio. O, meglio, c’è una percezione di totale insicurezza, alimentata da episodi gravi. Ribadisco: per chi gestisce un locale, ogni singolo episodio può trasformarsi in un problema serio, con conseguenze significative. Continuerò a dire di no“.
POTREBBE INTERESSARTI
-
Belen cambia casa: vivrà in un palazzo storico di Milano
-
Caso scontrino a Torino: 1,50 euro per la fetta di limone nel tè
-
Allarme vongole nell'Alto Adriatico: cosa sta succedendo
-
Perché il 2026 sarà l'anno del Lambrusco (secondo Bloomberg)
-
Crans-Montana, a Cortina un'ordinanza vieta i fuochi nei locali
-
Mistero nel borgo di Castiglion Fiorentino: 14 morti in 10 giorni
-
Migliori viaggi nel 2026, per Forbes c'è anche un po' d'Italia
-
I nomi per bambini più scelti in Italia nel 2025 (e l'origine)
-
"Non venite a Milano": la video denuncia di un italo-cinese

