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La basilica di Collemaggio a L'Aquila è stata riprodotta coi Lego

A L’Aquila la basilica di Collemaggio è stata riprodotta con i Lego in un diorama monumentale che racconta architettura e identità culturale

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Collemaggio dell'Aquila in Lego

C’è un progetto che unisce L’Aquila, la basilica di Collemaggio e il linguaggio universale dei Lego, nato lontano dall’Abruzzo ma pensato per arrivarci. Un lavoro paziente, durato mesi, che trasforma un monumento simbolo in un racconto fatto di dettagli e memoria.

Perché la basilica di Collemaggio è stata riprodotta con i Lego

La scelta di riprodurre la Basilica di Santa Maria di Collemaggio è una scelta ponderata: l’edificio rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della città di L’Aquila, sia dal punto di vista storico sia da quello identitario.

La sua facciata in pietra bianca e rosa, realizzata con il marmo di Genzano di Sassa, è diventata nel tempo un segno visivo immediatamente associato al capoluogo abruzzese, insieme al grande rosone centrale affiancato da due più piccoli.

Costruita alla fine del XIII secolo per volontà di Pietro da Morrone, la basilica è legata a uno degli eventi più importanti della storia religiosa cittadina: qui, nel 1294, venne incoronato papa Celestino V. Ancora oggi Collemaggio conserva un ruolo centrale nella vita della città grazie alla Perdonanza Celestiniana, il giubileo annuale che ruota attorno all’apertura della Porta Santa, collocata sul lato sinistro dell’edificio, e che dal 2019 è riconosciuta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco.

Nel 2009 la basilica è entrata nuovamente nella storia recente dell’Aquila. Il terremoto che colpì duramente la città risparmiò la facciata, rimasta integra, mentre l’interno subì danni gravissimi, con il crollo del transetto e dell’abside. Le immagini di quel contrasto — l’esterno intatto e l’interno ferito — hanno contribuito a rafforzare il valore simbolico di Collemaggio come emblema di resilienza e ricostruzione.

Riprodurre la basilica con i Lego ha significato confrontarsi con una struttura architettonica complessa, fatta di geometrie rigorose, proporzioni precise e superfici decorative che non ammettono approssimazioni.

Anche elementi come il pavimento a motivi geometrici bianchi e rosa, che all’interno guida lo sguardo dei visitatori, sono parte integrante dell’identità dell’edificio e ne rendono la trasposizione in miniatura una vera sfida tecnica. Non a caso Collemaggio è una delle mete più visitate del capoluogo e continua a essere un riferimento costante nel racconto culturale della città.

Chi ha realizzato la basilica di Collemaggio in Lego

L’autore della riproduzione è Maurizio Lampis, artista sardo noto a livello internazionale per le sue opere realizzate interamente con i mattoncini Lego.

Il lavoro dedicato a Collemaggio ha richiesto sette mesi di attività e l’impiego di circa 90.000 mattoncini, dando vita a un diorama lungo 170 centimetri e largo quasi un metro e mezzo. Si tratta del quinto monumento nazionale inserito nel suo percorso creativo, dopo riproduzioni celebri come la Fontana di Trevi, Piazza San Marco, la Cattedrale di Trani e Piazza del Plebiscito.

Lampis lavora senza ricorrere a software di progettazione: la fase di studio si basa su fotografie, osservazione diretta e analisi delle proporzioni. Questo approccio gli consente di approfondire ogni edificio dal punto di vista architettonico, cercando soluzioni costruttive che rendano la riproduzione il più possibile fedele all’originale. La sua attività si inserisce in un progetto più ampio, pensato come una sorta di “Italia in miniatura”, in cui ogni regione viene rappresentata da un monumento simbolo.

Come riportato su ‘Ansa’, l’artista ha dichiarato: “Il mio obiettivo è quello di realizzare l’Italia in miniatura riproducendo un monumento per ogni regione italiana, esclusa la Sardegna di cui ho al mio attivo 28 monumenti. La riproduzione di monumenti mi da la possibilità di conoscere perfettamente la loro architettura perché non usando software mi diverto a cercare la soluzione più congeniale affinché la sua realizzazione sia la più fedele possibile a quella originale. Il mio sogno? Portare la mia basilica nella città dell’Aquila dato che quest’anno è capitale della cultura”.