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Dov'è il lago di Vico e la sua storia: sei morti in 15 anni

Alla scoperta del lago di Vico, specchio d'acqua di origine vulcanica in provincia di Viterbo: la storia e gli episodi di cronaca degli ultimi anni

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Il lago di Vico

Il lago di Vico, chiamato anche lago Cimino è un lago di origine vulcanica circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare dal monte Venere e dal monte Fogliano.

Dove si trova il lago di Vico

Situato in provincia di Viterbo, secondo una delle leggende più famose legate al lago di Vico, la sua origine sarebbe dovuta alla verga di ferro che Ercole infisse nel terreno per dimostrare la propria forza, sfidando gli abitanti del luogo: una volta conficcata nel terreno, sgorgò un getto d’acqua talmente vasto da riempire l’intera valle circostante, dando vita al lago.

Mitologia a parte, il lago di Vico è il risultato di lunghe fasi di attività vulcaniche: in seguito al termine di una di esse, circa 90.000 anni fa, ci fu il riempimento della caldera vulcanica mediante le piogge e le nevi delle fasi glaciali.

A partire dal 1982, il lago di Vico e la zona umida circostante sono stati dichiarati riserva naturale parziale e quindi tutelati come area naturale protetta. A livello di fauna, nella sua zona sono presenti la volpe, il tasso, il cinghiale, la martora, la puzzola e anche il gatto selvatico, seppur in modo sempre più raro.

Sulle sponde o sul pelo dell’acqua, invece, si possono osservare tanti uccelli acquatici: gli aironi bianchi e cinerei, le folaghe, gli anatidi come il moriglione, la moretta, il germano reale, il fischione e l’alzavola, oppure rapaci come lo sparviero, il gheppio, il falco di palude e il falco pellegrino.

La storia del lago di Vico: sei morti in 15 anni

Sono diversi i casi di cronaca legati al lago di Vico, le cui acque dal fondale fangoso risultano abbastanza pericolose, in quanto soggetti a improvvisi sbalzi termici e sono spesso freddissime anche a basse profondità: a tal proposito esiste un motto che recita “il lago di Vico ogni anno si fa un amico”, utilizzato per indicare le insidie delle sue acque.

Nel corso degli ultimi anni c’è stata più di qualche scomparsa, con i corpi delle vittime quasi sempre difficili da trovare. Nel 2011, per esempio, un 21enne di origine nigeriana perse la vita dopo essere uscito in pedalò nella zona della Bella Venere, in compagnia della compagna, del figlio e di alcuni amici. Stando alle cronache del tempo, il giovane si tuffò in acqua senza mai riemergere e venne ritrovato dopo lunghe ricerche: tra le ipotesi della morte, un malore dovuto a una congestione oppure alla temperatura dell’acqua.

Quattro anni più tardi, nel maggio del 2015, a perdere la vita nelle acque del piccolo lago di origine vulcanica in provincia di Viterbo fu un 71enne che prima di sparire aveva telefonato alla figlia, dicendole di trovarsi al lago per una passeggiata: il corpo venne ritrovato a pochi metri dalla riva in località La Scaletta.

Nello stesso anno, ma durante il mese di agosto, un ventenne residente a Roma annegò nella zona dell’Ultima Spiaggia, nel territorio di Ronciglione: al pari dell’episodio del 2011, anche in questo caso venne preso in considerazione un malore oppure un problema legato alle condizioni dell’acqua del lago. Nel 2016 morì un altro uomo in località Sandro Ciambella, ma questa volta si ipotizzò a un suicidio, in quanto aveva lasciato un messaggio in auto prima della scomparsa.

Risale al 2016, invece, la morte di un 72enne che si era recato al lago di Vico con il suo catamarano: il corpo riaffiorò solo tre mesi più tardi. Altro episodio nel 2025 quando a perdere la vita fu un 58enne che stava facendo il bagno nella zona della Bella Venere: un malore gli avrebbe impedito di tornare a riva, risultandogli fatale.