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La Popillia Japonica ha invaso di nuovo Milano: cos'è e i rischi

A Milano è scattato di nuovo l'allarme per la Popillia Japonica, l'insetto infestante originario dell'Asia che colpisce piante, frutti e coltivazioni

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Popillia japonica

Tra gli effetti più visibili dei cambiamenti climatici c’è anche la comparsa di insetti e specie aliene, capaci di adattarsi rapidamente a nuovi ambienti. Tra queste c’è la Popillia japonica, conosciuta anche come scarabeo giapponese o coleottero giapponese. Si tratta di un insetto originario dell’Asia che negli ultimi anni è diventato una presenza sempre più familiare nel Nord Italia. A Milano, in particolare, la Popillia japonica è tornata a farsi vedere con largo anticipo rispetto al picco estivo.

L’invasione di Popillia japonica a Milano

La nuova comparsa massiccia della Popillia japonica a Milano ha riacceso l’attenzione su un problema già discusso. Le segnalazioni arrivano da diverse zone del capoluogo lombardo. In molti casi sono i cittadini a raccontare il fenomeno attraverso fotografie e video condivisi sui social, dove si vedono decine di insetti sulle foglie, sui fiori, sui marciapiedi e persino in zone molto urbanizzate. L’aspetto più evidente è la rapidità con cui questi coleotteri compaiono in gruppo e la loro presenza può causare gravi danni alla vegetazione.

Gli adulti si nutrono delle foglie, consumando il tessuto tra le nervature e lasciando spesso una struttura scheletrita. Il risultato è una pianta indebolita e rovinata. A Milano la preoccupazione riguarda sia le aree pubbliche sia i giardini privati.  Chi ha rose, viti, alberi da frutto o piante ornamentali può ritrovarsi in pochi giorni con foglie bucherellate e fiori danneggiati. Il problema è particolarmente sentito nei quartieri con molto verde e nelle zone vicine a grandi prati o impianti sportivi, perché le larve della Popillia vivono nel terreno e si nutrono delle radici delle graminacee.

È anche per questo che negli anni scorsi l’attenzione era finita su aree come San Siro e l’ippodromo, dove i tappeti erbosi possono essere colpiti in modo significativo. Il fatto che la Popillia japonica sia ricomparsa in anticipo viene collegato da molti osservatori alle temperature elevate e alla primavera particolarmente favorevole allo sviluppo degli insetti.

Popillia japonica in Italia: presenza, diffusione e rischi

La Popillia japonica o scarabeo giapponese non è una novità assoluta per l’Italia. La prima segnalazione nell’Europa continentale risale a più di 10 anni fa e riguarda proprio l’area compresa tra Lombardia e Piemonte, vicino al Ticino. Da quel primo focolaio, lo scarabeo giapponese si è progressivamente diffuso nel Nord Italia, interessando in particolare le province piemontesi e lombarde, con focolai segnalati anche in altre regioni. Oggi la sua presenza è monitorata perché si tratta di una specie aliena invasiva considerata pericolosa.

Il Piemonte è una delle regioni più colpite. Negli anni la Popillia japonica è stata segnalata in diverse aree, con particolare attenzione alla provincia di Alessandria, dove Coldiretti ha parlato di una presenza molto estesa in numerosi Comuni. Per contrastare la propagazione, la Regione Piemonte ha fatto anche  ricorso a trappole del tipo “attract and kill”, pensate per attirare e abbattere gli adulti nell’ambito di una strategia di contenimento.

La situazione è costantemente monitorata. Questo insetto, infatti, può colpire centinaia di specie vegetali, tra piante coltivate, alberi da frutto, piante ornamentali e specie spontanee. Tra le colture più esposte ci sono vite, pesco, melo, nocciolo, soia, piccoli frutti e piante da giardino. Gli adulti danneggiano la parte esterna delle piante, mentre le larve agiscono sottoterra nutrendosi delle radici.