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Firenze, caso scontrino: 1 euro in più per chi si ferma al tavolo

C'è un nuovo caso scontrino in Italia: in una pasticceria situata nel centro di Firenze bisogna pagare un euro in più per consumare al tavolo del bar

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Caffè e cornetto

Nuovo caso scontrino in Italia: questa volta l’episodio riguarda Firenze, dove una pasticceria ha deciso di far pagare un euro in più a chi decide di consumare al tavolo.

Caso scontrino a Firenze, un euro in più per chi si ferma al tavolo del bar

La politica adottata da una pasticceria situata nel centro di Firenze è chiara e segnalata tramite cartelli: chi vuole gustare un dolce al tavolo, o bere un caffè, deve pagare un supplemento di un euro.

Non si tratta della classica voce relativa al servizio, in uso in tanti locali, perché una volta terminato, infatti, i clienti devono anche riportare il piattino (e/o la tazzina) al banco. Un cartello esposto recita: “Si prega la gentile clientela di riportare al banco tazze e bicchieri”.

Il titolare del locale di Firenze ha spiegato i motivi della politica adottata, facendo presente che così si riescono a contenere i prezzi: “Oggi fanno rumore i ritocchi dei prezzi, anche se lo applichiamo già da un po’ di tempo, ma nell’anomalia c’è rispetto per la clientela – si legge su ‘Repubblica’ – spiace non venga compreso che è grazie a questo ritocco se un caffè da noi costa 1,30 euro e un cornetto 1,50 euro.

Attenzione, non si paga il servizio al tavolo, ma la consumazione. Il caffè servito costa 2,40 euro, il cappuccino da 1,70 passa a 3 euro. Si tratta di un disincentivo per lavorare di più al banco, e per sopravvivere. Qualche collega ha iniziato a seguirmi, e all’estero costa molto di più sedersi al tavolo”.

La politica della pasticceria di Firenze si estende anche ad altri servizi, come il bagno che costa 50 centesimi. Il titolare, a tal proposito, ha spiegato: “La toilette costa 50 centesimi, chi consuma non paga ma si lamentano anche di questo”.

Come succede spesso in questi casi, sul web non mancano le reazioni negative da parte degli utenti: qualcuno su ‘Google’ ha scritto “non ho mai visto un bar dove si paga per sedersi”, mentre in un’altra recensione si legge “così allontanano i buoni clienti”.

In mezzo a tanti commenti, se ne trovano anche di utenti che capiscono le ragioni dei titolari e c’è chi fa notare che a differenza di altri locali, qui i clienti non vengono sorpresi al momento di pagare il conto, ma sono avvertiti prima attraverso i tanti cartelli esposti: una trasparenza apprezzata da molti.

L’estate dei casi scontrino in Italia

Quella del 2025 passerà alla storia come l’estate dei casi scontrino in Italia: sono diversi gli episodi arrivati da tante località del nostro Paese. Per restare un tema pasticcerie, si può citare il caso di quella di Oderzo che a due clienti ha fatto pagare un supplemento di 10 centesimi per aver chiesto che la brioche ordinata fosse tagliata a metà.

Alcuni degli episodi più recenti riguardano la Puglia: la nuotatrice Elena Di Liddo ha raccontato di aver dovuto pagare un sovrapprezzo per aver chiesto di far togliere un ingrediente nella pizza ordinata in un locale di Bisceglie; a Bari, invece, una pizzeria ha chiesto 50 centesimi per una spolverata di pepe.