Città d’Italia: ecco quali sono le più care
Ancora una volta, la città più cara d’Italia è Bolzano. Ecco, secondo i dati Istat, le città in cui i prezzi sono aumentati di più.
A rivelarlo è l’Istat: la città più cara d’Italia è Bolzano. Non certo una novità: è da tempo che, il capoluogo dell’omonima provincia autonoma del Trentino Alto-Adige, occupa il primo posto della classifica che – analizzando i dati dell’inflazione – definisce le città italiane in cui vivere costa di più. Ancora una volta, qui, l’aumento è stato da record: +1,6%. Rispetto alla media italiana, una famiglia che vive a Bolzano subisce un rialzo del costo della vita più che doppio: una famiglia di 4 persone ha subito una spesa supplementare annua di 895 euro, contro i 347 di media. Al secondo posto della non virtuosa classifica troviamo un ex aequo: Venezia, una delle città più amate dagli stranieri e spesso al centro dell’attenzione pubblica proprio per i suoi costi, e Genova (per una famiglia di 4 persone, l’aumento è stato rispettivamente di 608 e di 582 euro). In entrambi i casi, l’aumento dell’inflazione nel 2017 è stato del +1,3%. Al quarto posto, ma di fatto a chiudere la Top 3, ecco Trento, col suo +1,2%. In generale, la Regione più cara d’Italia si è confermata proprio il Trentino Alto-Adige. A seguire, la Valle d’Aosta e poi la Liguria.
Al quinto posto, infatti, c’è proprio Aosta col +1%, lo stesso tasso d’incremento dell’inflazione registrato a Milano. Seguono, tutte a pari merito con lo 0,9%, Trieste, Torino, Perugia e Firenze. Con il +0,8% troviamo invece Bologna, Palermo e Catanzaro; chiudono la classifica Cagliari (+0,7%), Napoli, Bari e Roma col +0,6% e Ancona e Potenza col +0,2%. Sono quindi queste, le città che hanno registrato il più elevato incremento dei prezzi.
Non è stato solo l’aumento dei prezzi, ad essere preso in considerazione dall’Istat. Come ogni anno, a dicembre, l’istituto di statistiche ha diffuso numerosi dati che disegnano gli italiani e la loro vita. Qualche esempio? Aumenta l’aspettativa di vita (80.6 anni gli uomini, 85.1 le donne), diminuiscono le nascite, i disoccupati sono 6,4 milioni (-3.5% nel 2016, rispetto al 2015), dalla politica gli italiani sono annoiati (il 32,8% non ne parla mai), i musei vengono riscoperti, e per ristoranti e hotel la popolazione è tornata a spendere. Inflazione o non inflazione.
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