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Perché a Città di Castello il sole sorge due volte

A Città di Castello il sole sorge due volte e nel solstizio l’alba diventa un evento raro che unisce Monte Ruperto e il centro storico umbro

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Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Città di Castello e la doppia alba

A Città di Castello l’alba non arriva una volta sola. Nel giorno del solstizio d’estate, il sole illumina prima Monte Ruperto, exclave del comune nelle Marche, e solo dopo il centro storico tifernate, trasformando una particolarità geografica in un evento raro.

Cosa succede a Città di Castello nel giorno del solstizio

Nel comune umbro il 21 giugno 2026 ha avuto un significato particolare, perché il solstizio d’estate è diventato l’occasione per misurare un fenomeno già noto alla tradizione locale, ma finora mai documentato con questa precisione.

Le due albe sono state rilevate in due punti diversi dello stesso territorio comunale, separati da oltre quaranta chilometri. La prima alba è stata registrata a Monte Ruperto alle 5.39; dodici minuti dopo, alle 5.51, i raggi del sole hanno raggiunto anche il centro storico di Città di Castello. Il confronto tra i due momenti ha permesso di certificare visivamente lo scarto temporale tra il punto più orientale del comune e il capoluogo, dove l’osservazione è avvenuta dalla torre civica.

L’evento ha inaugurato la settimana di celebrazioni per il 770° anniversario del legame tra Monte Ruperto e Città di Castello. Sul monte erano presenti alcuni rappresentanti della Compagnia dei Balestrieri e il professor Giovanni Cangi, divulgatore e conoscitore della vicenda, mentre in piazza Gabriotti l’alba è stata seguita da amministratori e cittadini che hanno assistito al fenomeno dal centro urbano.

Come si legge su ‘Askanews’, Luca Secondi, sindaco di Città di Castello, ha parlato di “Un avvio di estate da ricordare con questa definitiva certificazione visiva, la prima, di un evento che rende unico il nostro comune e contribuisce a promuoverne immagine, storia e tradizione”.

La particolarità, infatti, riguarda sia l’osservazione astronomica sia il modo in cui la geografia comunale ha trasformato l’arrivo del giorno in un evento identitario.

Perché l’alba arriva prima a Monte Ruperto

La spiegazione della doppia alba è legata alla posizione di Monte Ruperto. Il rilievo si trova nelle Marche, tra Apecchio e Sant’Angelo in Vado, ma appartiene al comune di Città di Castello; essendo più a oriente rispetto al centro tifernate, riceve i primi raggi del sole con alcuni minuti di anticipo, soprattutto in una data significativa come quella del solstizio.

Monte Ruperto è quindi il punto che rende possibile il fenomeno e la sua distanza dal capoluogo e la sua collocazione nell’Appennino marchigiano fanno sì che l’alba arrivi prima tra i boschi del monte e solo dopo nel cuore urbano di Città di Castello.

Nel 2026 questo intervallo è stato calcolato in dodici minuti, grazie a un rilevamento visivo diretto nelle due località.

Il luogo conserva anche un valore storico e religioso, infatti sulla vetta si trovano i resti della chiesa di San Donato, legata a una tradizione di culto longobarda molto antica. L’orientamento dell’edificio verso l’alba solstiziale ha aggiunto un elemento di suggestione alla misurazione, perché il fenomeno ha messo in relazione paesaggio e osservazione del cielo.

Il motivo per cui Monte Ruperto appartiene ancora a Città di Castello risale al Medioevo. Secondo la tradizione, nel XIII secolo la piccola comunità del luogo fu colpita da una grave carestia e ricevette aiuto proprio dal comune tifernate; da quel legame sarebbe derivato il passaggio del territorio sotto Città di Castello, documentato il 25 giugno 1256, con una memoria che ancora oggi accompagna le celebrazioni.

La doppia alba, dunque, nasce da un dato geografico preciso e da una storia lunga quasi otto secoli. Per pochi minuti il giorno comincia prima in un lembo marchigiano del comune e poi raggiunge il centro storico umbro, trasformando una particolarità amministrativa in un racconto di territorio. È questo intreccio  a spiegare perché Città di Castello possa essere descritta come il comune dove il sole sorge due volte.