Cena sul ponte di James Bond a Gravina a 390 dollari: la polemica
Una cena speciale da 390 dollari organizzata sul celebre ponte di James Bond a Gravina di Puglia sta suscitando molte discussioni e polemiche

Il celebre ponte di James Bond a Gravina in Puglia ha ospitato un evento gastronomico decisamente esclusivo. La tappa italiana del format “Outstanding in the Field” lo ha trasformato per alcune ore in un ristorante a cielo aperto. L’iniziativa, pensata per promuovere i sapori pugliesi in uno scenario spettacolare, ha però diviso la città e acceso il dibattito sull’utilizzo degli spazi pubblici.
Il ponte di James Bond a Gravina ha ospitato una cena da 390 dollari
Il cosiddetto ponte di James Bond è in realtà il Ponte Acquedotto Madonna della Stella, uno dei principali simboli di Gravina, comune non lontano da Bari. La struttura attraversa la profonda gravina sulla quale si affaccia il centro storico e collega le due sponde del burrone, offrendo una visuale particolarmente suggestiva sul paesaggio circostante. Il ponte è lungo circa 90 metri e raggiunge un’altezza di 37 metri.
La fama internazionale è arrivata qualche anno fa grazie al cinema. Il ponte compare, infatti, nella sequenza iniziale della saga James Bond “No Time to Die”, il film del 2021 con Daniel Craig. Nella scena più spettacolare l’agente 007 si lancia nel vuoto proprio dal ponte di Gravina per sfuggire ai suoi inseguitori. Nonostante il film sia ambientato a Matera, le riprese del salto vennero effettuate, invece, nella località pugliese. Da quel momento la struttura è diventata una vera attrazione per gli appassionati della saga.
Come riporta ‘La Repubblica’, sabato 5 settembre 2026 il Ponte Acquedotto ha ospitato una tappa di “Outstanding in the Field“, progetto gastronomico itinerante fondato negli Stati Uniti. Il format organizza pranzi e cene in luoghi non convenzionali, apparecchiando un unico lungo tavolo e servendo piatti della cucina locale. A Gravina la tavolata ha accolto 110 partecipanti con un biglietto da 390 dollari a persona, una cifra corrispondente a circa 335 euro. L’evento è iniziato alle 15 ed è proseguito fino alle prime ore della sera, sfruttando il panorama circostante e la luce del tramonto.
Il menu è stato affidato agli chef Sergio Lasaponara dell’Osteria Radici e Giovanni Cifarelli di Andriani. I piatti sono stati preparati utilizzando prodotti tipici pugliesi e ingredienti legati al territorio, in linea con la filosofia del progetto. La presenza di un grande tavolo sul ponte ha inevitabilmente attirato l’attenzione e ha dato origine a polemiche.
Le polemiche sulla cena organizzata sul ponte di Gravina
Le principali critiche hanno riguardato la temporanea “occupazione” del ponte e il carattere esclusivo dell’iniziativa. Alcuni cittadini hanno ritenuto inopportuno utilizzare uno dei luoghi più rappresentativi di Gravina e della Puglia come location per una cena privata così costosa. Per una parte dei contestatori, eventi di questo tipo rischiano di creare un modello nel quale gli spazi pubblici vengono concessi a iniziative accessibili soltanto a un numero ristretto di partecipanti.
Tra i commenti riportati da ‘La Repubblica’ emerge che in molti vorrebbero conoscere non soltanto l’eventuale ritorno economico ma anche le condizioni previste per l’occupazione del ponte. L’amministrazione comunale, però, ha difeso la scelta, sostenendo che iniziative di questo genere possono produrre un importante ritorno d’immagine per Gravina.
Il sindaco Fedele Lagreca ha definito le contestazioni “polemiche sterili” e le sue parole sono state riportate sempre da ‘La Repubblica’: “Abbiamo favorito questa manifestazione che non soltanto ha portato visibilità alla nostra città, ma in questo modo il nostro ponte verrà pubblicizzato oltre i confini nazionali e questo non può che fare bene al nostro territorio e al turismo.”
Sulla stessa linea è intervenuta anche l’assessora al Turismo Marienza Schinco, assicurando che l’evento si è svolto nel rispetto delle procedure previste. “Sono state chieste tutte le autorizzazioni del caso agli uffici”, ha dichiarato. Ha poi aggiunto: “Ormai il nostro territorio fa da sfondo a diverse iniziative. E se quella cena fosse stata la scena di un film? Non penso che ci sarebbero state tutte queste polemiche.”
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