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Il Castello di Monteregio a Massa Marittima torna in vendita

Il Castello di Monteregio a Massa Marittima (Grosseto) ritorna in vendita e la regione Toscana ricerca un nuovo futuro dopo anni di inutilizzo

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

l Castello di Monteregio in vendita

Un complesso monumentale nel cuore di uno dei borghi medievali più suggestivi della Maremma torna sul mercato. Il Castello di Monteregio a Massa Marittima, da tempo inutilizzato, è nuovamente al centro di una procedura di vendita avviata dall’Asl Toscana Sud Est, proprietaria dell’immobile. Non si tratta, però, di una proprietà qualsiasi, dato che il complesso risale all’epoca medioevale. Dopo i precedenti tentativi, ora si cerca ancora una volta un futuro per questo importante maniero.

Il Castello di Monteregio a Massa Marittima torna in vendita

La Toscana custodisce un patrimonio storico e architettonico che non si limita alle città d’arte più conosciute. Castelli, ville, conventi e palazzi raccontano secoli di storia anche nei centri più piccoli. È il caso di Massa Marittima, borgo medievale della provincia di Grosseto e principale centro delle Colline Metallifere che ospita il Castello di Monteregio, conosciuto anche come Castello di Monte Regio. Adesso per questo grande complesso potrebbe aprirsi un nuovo capitolo.

Come annunciato dall’Asl Toscana Sud Est, è stata riavviata la procedura per la vendita dell’immobile. L’operazione ha l’obiettivo di favorire il recupero e la valorizzazione del maniero. Non è la prima volta che si tenta di trovare un acquirente per il Castello di Monteregio. La proprietà compare da anni nei programmi di alienazione del patrimonio pubblico e, nel tempo, sono stati fatti già diversi tentativi. Con la riapertura della procedura nel 2026 si spera di poter finalmente trovare un nuovo utilizzo.

Secondo la documentazione disponibile, il sito insiste su un terreno di oltre 6.000 metri quadrati. L’intera area è inoltre interessata da vincoli legati al suo valore storico e paesaggistico. Il Castello di Monteregio non è quindi una proprietà che può essere trasformata senza tenere conto della sua storia e delle caratteristiche del contesto nel quale sorge. Proprio il recupero di un immobile di queste dimensioni e di questo pregio rappresenta la vera sfida per un nuovo investitore.

Il Castello di Monteregio rientra inoltre nel più ampio programma di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico della regione Toscana. Il complesso figura infatti tra gli immobili che la Regione intende affittare o affidare in gestione attraverso aste e procedure di evidenza pubblica. Nell’elenco compaiono beni di diversa natura, tra cui  Villa Fabbricotti a Firenze, l’ex sanatorio Luzzi a Sesto Fiorentino e Villa Filicaia a Prato.

La storia e la struttura del Castello di Monteregio

Il nome Castello di Monteregio potrebbe far pensare a un maniero medievale, ma l’edificio ha subito diversi lavori di rimaneggiamento. Secondo le informazioni condivise sul sito ‘Asl Toscana Sud-Est’, la costruzione originaria è databile indicativamente al XII secolo, ma di quella prima struttura, tuttavia, oggi non rimangono tracce visibili. Il luogo cambiò profondamente volto nel XVIII secolo. Nel 1744 l’antico complesso venne sostituito dall’Ospedale Civile di Sant’Andrea, struttura successivamente ampliata e modificata più volte.

La funzione sanitaria ha segnato la storia del sito per oltre due secoli. Negli anni più recenti una parte degli spazi è stata utilizzata per servizi dell’Asl 9, ma poi il complesso è stato dismesso ed è rimasto in attesa di una nuova destinazione. La proprietà non comprende un unico edificio. Il nucleo principale è accompagnato da un’area esterna, un tempo sistemata a giardino, e da due fabbricati secondari.

L’edificio maggiore si sviluppa su tre livelli: al piano terra trovavano posto servizi sanitari e ambienti come palestra, cappella e cucina, mentre i livelli superiori erano destinati ad altri spazi della struttura. Un secondo fabbricato, anch’esso articolato su tre piani, era invece utilizzato per locali tecnici e come deposito. Il terzo edificio, disposto su un unico livello, ha ospitato in passato un centro diurno prima della dismissione.