Caso scontrino Castel Volturno: 3 euro se porti bimbi in spiaggia
Nuovo caso scontrino in Italia: in uno stabilimento balneare di Castel Volturno avrebbero chiesto tre euro in più per l'ingresso di una bimba

C’è un nuovo caso scontrino in Italia: stavolta non si parla di un locale ma di uno stabilimento balneare in Campania, dove un padre avrebbe pagato 3 euro in più per l’ingresso in spiaggia della figlia di 17 mesi.
La denuncia sul supplemento baby nello stabilimento a Castel Volturno
Il padre della bimba ha segnalato l’accaduto al deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli che ha utilizzato i social per raccontarlo, pubblicando anche la foto dello scontrino che mostra la voce “baby” seguita dal prezzo, 3 euro.
L’episodio è avvenuto in un lido di Castel Volturno, comune italiano che appartiene alla provincia di Caserta con diverse località di mare molto frequentate durante l’estate. La vicenda si inserisce nel dibattito relativo ai prezzi degli stabilimenti balneari che ogni anno torna d’attualità con la bella stagione.
Da diversi anni a questa parte in Italia sono aumentate le segnalazioni legate a prezzi eccessivi oppure a costi aggiuntivi applicati negli stabilimenti balneari, portando le associazioni dei consumatori e i cittadini a chiedere maggiore trasparenza sulle tariffe.
Le parole del deputato Borrelli sul caso scontrino a Castel Volturno
A rendere pubblico quanto successo sulla spiaggia è stato il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli che tramite i social, si è fatto portavoce dell’episodio, pubblicando lo scontrino in questione insieme al seguente post:
“Pagano un supplemento di 3 euro per una bambina di appena 17 mesi oltre ai 30 euro già versati per un ombrellone e due lettini per accedere alla spiaggia – ha scritto il parlamentare sul suo profilo ufficiale di Instagram – sullo scontrino consegnato alla famiglia compare la voce ‘Baby’ da 3 euro”.
Nel post Borrelli ha ricordato che Caso “la legge regionale campana sugli impianti balneari prevede chiaramente l’accesso gratuito agli stabilimenti per i minori di 12 anni accompagnati da un maggiorenne. Per questo è gravissimo che a una bambina di 17 mesi venga applicato un supplemento ‘Baby’ da 3 euro”. Per il deputato: “Il mare non può diventare una giungla di balzelli e supplementi, soprattutto quando si parla di bambini piccolissimi”.
Il post su Instagram, come succede puntualmente in questi casi, ha dato vita a un grande dibattito, generando centinaia di commenti. Se nella maggior parte dei casi gli utenti si sono dimostrati solidali nei confronti della famiglia che ha dovuto pagare il supplemento, non mancano reazioni contrarie.
Qualche utente, infatti, ha riacceso la questione legata agli stabilimenti balneari in Italia, suggerendo semplicemente di scegliere le spiagge libere per evitare qualsiasi sorpresa. In molti, infine, hanno colto l’occasione per raccontare le proprie esperienze in giro per l’Italia, facendo emergere testimonianze di prezzi ben più alti pagati in altre spiagge.
La replica del gestore
La questione ha avuto una certa risonanza mediatica anche grazie al post social del parlamentare. E non si è fatta attendere la risposta del gestore del lido dove sarebbe accaduto l’episodio.
Il titolare, come riportato dall’edizione online de ‘Il Mattino’ si è scusato con la famiglia, spiegando che si è trattato solamente di un errore dei suoi collaboratori all’ingresso e invitando la famiglia a tornare per trascorrere una nuova giornata al mare a spese della direzione.
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