Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Vietato fumare in spiaggia, occhio al divieto da Jesolo a Bibione

Vietato fumare in spiaggia da Jesolo a Bibione, scattano nuove regole, aree dedicate e divieti sempre più diffusi sulle spiagge italiane nel 2026

Pubblicato:

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Fumo in spiaggia e divieti in Italia

Il divieto di fumare in spiaggia è ormai sempre più diffuso lungo i litorali italiani, dove da Jesolo a Bibione, e fino ad altri comuni balneari, le ordinanze hanno introdotto limiti alle sigarette e in alcuni casi anche allo svapo, con l’obiettivo di tutelare il mare e garantire maggiore rispetto tra i bagnanti.

Divieto di fumo sulle spiagge italiane: la situazione

Negli ultimi anni diversi comuni italiani hanno scelto di limitare il fumo sugli arenili attraverso ordinanze locali, spesso valide durante la stagione balneare.

Le regole cambiano da territorio a territorio e possono interessare la battigia, le spiagge libere, gli stabilimenti balneari oppure l’intera area sabbiosa. Il fenomeno delle spiagge smoke free sta diventando un modello sempre più importante e si moltiplicano i provvedimenti, ne sono un esempio quelli adottati in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Puglia.

Il Veneto resta uno dei territori più attivi, e a Jesolo il divieto è scattato dal primo maggio e ha interessato tutta la spiaggia, dopo una prima fase sperimentale concentrata lungo la battigia e nelle aree dedicate ai fumatori.

Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, il sindaco Christofer De Zotti ha ricordato: “Abbiamo iniziato in via sperimentale nel 2025 con il divieto lungo la battigia e l’istituzione di isole del fumo, per arrivare gradualmente all’intero arenile.”

Bibione rappresenta uno dei casi più significativi, perché aveva anticipato questa linea già con il progetto “Respira il Mare”; per l’estate 2026 la località ha introdotto un’ulteriore restrizione: nei nove chilometri di arenile il divieto riguarda sia le sigarette tradizionali sia lo svapo, quindi le sigarette elettroniche. Chi fuma può utilizzare soltanto le quaranta smoke area distribuite lungo la spiaggia.

Anche Caorle ed Eraclea Mare si sono mosse nella stessa direzione. A Caorle il divieto interessa la battigia e i fumatori vengono indirizzati verso la passeggiata, mentre Eraclea Mare ha introdotto lo stop lungo la riva.

La sindaca Nadia Zanchin ha dichiarato: “Una scelta che guarda alla salute e il benessere dei nostri ospiti. Progressivamente estenderemo il provvedimento all’intero arenile, seguendo l’esempio delle località vicine”.

La tendenza ha superato i confini del Nordest: a Rimini l’ordinanza balneare 2026 ha ampliato il divieto dalle aree di battigia alle zone in concessione degli stabilimenti, con possibilità di spazi riservati ai fumatori.

Sul litorale di Roma, invece, per la stagione balneare 2026 è stato previsto il divieto di fumo entro cinque metri dalla battigia. Il quadro resta quindi comunale anche se il tema ha ormai assunto un rilievo nazionale.

A Sottomarina e Isola Verde la spiaggia senza fumo è già consolidata da alcuni anni. Giorgio Bellemo, presidente dell’Associazione operatori balneari Ascot, ha  spiegato:  “All’inizio pensavo fosse un provvedimento difficile da applicare, invece mi sono dovuto ricredere. In tutti questi anni non abbiamo ricevuto lamentele e oggi trovare mozziconi sulla spiaggia è diventato un fatto raro”.

Cosa rischia chi fuma e dove restano le aree dedicate

A Jesolo chi viola il divieto rischia una multa da 50 euro, le aree per i fumatori servono a separare le zone di consumo dal resto dell’arenile e a favorire la raccolta corretta dei mozziconi, che durante l’estate restano tra i rifiuti più presenti sulla sabbia.

Le sanzioni variano in base al comune, perché ogni ordinanza stabilisce importi, aree coinvolte, periodo di validità e modalità di applicazione; in alcune località il divieto si limita alla battigia, in altre comprende l’intera spiaggia o le aree degli stabilimenti.

Prima di raggiungere una località balneare, soprattutto nei mesi estivi, è utile verificare le indicazioni del comune o dello stabilimento, perché le regole possono cambiare anche da una spiaggia all’altra.

Il problema ambientale ha avuto un peso centrale nelle nuove ordinanze, dato che i filtri delle sigarette possono restare a lungo nell’ambiente e rilasciano sostanze inquinanti e frammenti plastici; per questo molte amministrazioni hanno legato il divieto di fumare al contrasto dell’abbandono dei rifiuti, già sanzionato dalle norme nazionali e dai regolamenti locali.

Il caso di Bibione ha mostrato come un provvedimento inizialmente percepito come complesso possa diventare parte dell’identità turistica di una località. Gianni Carrer, presidente del Consorzio di promozione turistica, ha ricordato: “Eravamo dei pionieri e abbiamo dovuto superare molte resistenze, anche tra gli operatori che temevano un boicottaggio da parte dei turisti C’erano dubbi anche sull’effettiva possibilità di far rispettare il divieto”.

E ha aggiunto: “Col tempo, invece, è cresciuta una sensibilità tale che oggi sono gli stessi vicini di ombrellone a invitare chi fuma a spostarsi nelle aree dedicate. Non è stato semplice, ma siamo orgogliosi che altre località seguano questa strada”.