Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

App per trovare funghi: in Italia esplode la polemica

È arrivata anche in Italia "Cacciatori di funghi" una nuova app per trovare funghi, ma la sua diffusione ha creato molte discussioni e polemiche

4 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

app cercatore di funghi

Individuare le zone in cui potrebbero crescere porcini, finferli e altre varietà di funghi attraverso una mappa digitale. È questa l’idea alla base di una piattaforma francese arrivata anche in Italia. Quello che potrebbe sembrare un semplice strumento tecnologico dedicato agli appassionati ha però provocato una discussione molto accesa. Tra utenti soddisfatti, cercatori gelosi dei propri luoghi e accuse legate alla tutela dei boschi, l’app per trovare funghi è diventata un vero caso.

Come funziona la nuova app per trovare funghi

La nuova piattaforma si chiama “Cacciatori di funghi“, nome scelto per il mercato italiano, ed è stata sviluppata da Jordan Monnot, ingegnere francese di 34 anni con una grande passione per la micologia. Il progetto è nato in Francia circa sei anni fa e in seguito è stato esteso ad altri Paesi europei, tra cui Spagna, Svizzera, Austria, Germania e Italia. Monnot ha raccontato a ‘Open Online’ di aver iniziato a cercare funghi quando aveva appena sei anni e accompagnava nei boschi il padre e lo zio. Con il tempo, questa passione si è unita alle sue competenze da ingegnere e ha portato alla creazione di una piattaforma.

Dietro al progetto non lavora soltanto Monnot. L’ingegnere ha spiegato a ‘Open’: “Lavoro con quattro esperti micologi”, coinvolti nello studio delle specie e nel controllo delle informazioni. La nuova app Cacciatori di funghi non indica, però, un punto preciso nel quale trovare sicuramente qualcosa. Il sistema analizza una serie di caratteristiche ambientali, come la composizione del terreno, la presenza di determinate specie di alberi, l’altitudine, le rocce e la conformazione geografica del territorio. Dall’incrocio di questi dati vengono ricavate delle previsioni sulla probabilità che un fungo possa crescere in una particolare zona.

Gli utenti possono consultare le mappe attraverso una versione gratuita oppure scegliere l’accesso premium. La modalità gratuita offre funzioni di navigazione più limitate e comprende soltanto alcune varietà commestibili. Quella a pagamento mette invece a disposizione una mappatura più ampia, comprendente differenti tipologie di funghi, sia commestibili sia tossici. La piattaforma è arrivata in Italia circa tre anni fa, ma è diventata particolarmente conosciuta nel corso del 2026, anche grazie alle campagne pubblicitarie su Facebook.

Le polemiche sull’applicazione

La diffusione di Cacciatori di funghi in Italia ha prodotto reazioni molto diverse. Accanto ai commenti degli utenti soddisfatti sono comparsi insulti, minacce di segnalazioni alle autorità e accuse di danneggiare la natura. Il caso è stato ricostruito da ‘Open’, che ha raccolto sia le dichiarazioni dell’ingegnere sia alcuni feedback ricevuti. Una delle critiche più dure rivolte al progetto è stata: “Siete il tumore dei boschi”. Soprattutto quest’anno, a causa del caldo, in molti temevano per la raccolta di funghi porcini, l’applicazione non è stata ben accolta da tutti.

Dietro a un’espressione tanto aggressiva si trova la paura che la condivisione delle zone più favorevoli possa attirare un numero eccessivo di persone, aumentando la pressione sull’ambiente e favorendo comportamenti poco rispettosi. Altri commenti rivendicano il valore delle competenze sviluppate nel corso degli anni. “La mappa ce l’hai in testa”, ha scritto un utente, sintetizzando chi considera la ricerca dei funghi un sapere personale, spesso tramandato all’interno delle famiglie.

Monnot ha riferito di ricevere da circa tre anni insulti e minacce di denuncia. “Ci sono due tipi di persone in Italia: quelle entusiaste per il mio progetto e quelle che mi insultano”, riporta sempre ‘Open’. L’ingegnere ha segnalato alle piattaforme social i messaggi più offensivi, ma ha anche tentato di rispondere nel merito delle contestazioni. Secondo il fondatore, le mappe non eliminano infatti la necessità di conoscere e percorrere il bosco. L’app può indicare dove esistono probabilità più elevate di trovare determinate varietà, ma non fornisce la posizione certa di ogni fungo.