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Allarme ghiacciai italiani, "Sto male": la reazione di Brignone

Federica Brignone e l'allarme sullo stato di salute dei ghiacciai italiani, la sciatrice azzurra preoccupata per gli effetti della crisi ambientale

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Federica Brignone

Lo stato di salute dei ghiacciai italiani non è dei migliori: gli effetti del riscaldamento globale hanno fatto scattare da anni l’allarme sulle Alpi e una che di neve se ne intende, come la campionessa olimpica Federica Brignone, non riesce a nascondere la preoccupazione.

Allarme ghiacciai, la reazione di Federica Brignone

In una lunga intervista rilasciata al ‘Corriere della Sera’, la sciatrice Federica Brignone ha parlato delle condizioni dei ghiacciai italiani: “Sto male a vedere i ghiacciai che si sciolgono, sono anni che le condizioni peggiorano, non sono una che scia molto d’estate, ma se ripenso a quando ero ragazzina, ai primi anni in squadra con la Nazionale, ho ricordi ben diversi. Fa male osservare il Monte Bianco da casa mia e guardare i ghiacciai ritirarsi e diventare sempre più ‘neri’ a causa del darkening provocato da polveri e alghe microscopiche che riducono la capacità del ghiaccio di riflettere il sole, aumentandone la fusione”.

Vincitrice di due medaglie d’oro alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, la Brignone ha raccontato di essere salita di recente sul Cervino, trovandosi davanti agli occhi una situazione sconcertante: “Non ci salivo da due anni nella stagione estiva e sono rimasta a bocca aperta, era pieno di crepacci. In posti dove prima c’era la neve sono comparsi punti scuri di detriti, polvere e smog”.

E sullo sci estivo ha spiegato: “Non credo che lo sci estivo sia particolarmente utile per noi atleti, va bene qualche chilometro per scaldarsi, ma non è l’allenamento principale. Viste le condizioni dobbiamo rivedere programmi e metodi. Bisognerà riprogrammare tutto, dedicarsi in estate ad altri sport. Io, per esempio, da bambina non ho mai sciato in estate. E lo sci non morirà perché si stanno sciogliendo i ghiacciai, l’impatto sarà molto peggiore per il pianeta”.

Il rapporto tra lo sci e la crisi climatica

La Brignone ha spiegato come lo sci sia cambiato a causa della crisi climatica: “Prima c’erano impianti di innevamento artificiale che consentono di sciare, ma in basso non si scia più. Anche nel mio paese, a La Salle, c’è un piccolo skilift a 900 metri d’altezza, chiuso. Io da bambina ci andavo. Tutte le stazioni sotto i 1600 metri fanno fatica ormai, la neve si scioglie in fretta. Le vere conseguenze del cambiamento climatico riguardano lo sci d’inverno, piuttosto che d’estate”.

La campionessa azzurra è da sempre attenta alle problematiche dell’ambiente, non a caso qualche anno fa ha lanciato ‘Traiettorie Liquide’, un progetto di sostenibilità e sensibilizzazione ambientale che punta a denunciare l’inquinamento e la cattiva gestione della risorsa acqua in tutte le sue forme:

“L’attenzione all’ambiente ce l’ho da sempre – ha spiegato la sciatrice italiana – ho la fortuna di vivere in mezzo alla natura, e voglio che rimanga sempre così. Mi piacerebbe che i miei figli, i miei nipoti, trovino la bellezza che ho visto io. Tutto nasce da come mi hanno educata i miei genitori. Se non rispetti il pianeta non rispetti te stesso.

Cosa si può fare di concreto per il pianeta? Si possono fare mille cose: usare di meno ciò che consuma e riscalda, non c’è bisogno di rivoluzioni ma se ogni persona facesse un gesto quotidiano produrrebbe un grande risultato. E poi bisogna partire dalle grandi industrie, dai colossi. Però ognuno di noi può incidere, in base a come sceglie la spesa, a come tiene l’aria condizionata a casa, a quanto tiene aperta la doccia. Oggi ci sembra tutto illimitato ma non lo è”.