Quanto vale il marchio Brignone dopo i due ori alle Olimpiadi
Quanto vale il marchio Brignone dopo le due medaglie d'oro alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, tra sponsor, social e progetti futuri
Il mondo ai piedi di Federica Brignone: la campionessa italiana ha fatto doppietta a Milano-Cortina 2026, dove ha conquistato la sua seconda medaglia d’oro, trionfando nello slalom gigante dopo aver già vinto nel supergigante.
Un doppio successo arrivato a meno di un anno dal grave infortunio di Moena che rischiava di compromettere la sua partecipazione ai Giochi. Durante le Olimpiadi, l’attenzione verso gli atleti sale di pari passo con le vittorie: i tifosi vogliono sapere tutti dei fenomeni azzurri, compreso quanto guadagnano. E quello della Brignone è un vero e proprio “marchio”, come succede agli sportivi di livello internazionale.
Quanto vale il marchio Brignone dopo le medaglie d’oro alle Olimpiadi
Sull’edizione online de ‘La Gazzetta dello Sport’ è stato pubblicato un articolo che prova a spiegare quanto possa valere il marchio Federica Brignone. Secondo quanto riportato dagli analisti, la campionessa azzurra potrebbe valere una cifra vicina ai 10 milioni di euro all’anno dopo l’exploit ai Giochi di Milano-Cortina.
A rafforzare il valore del brand, oltre alle medaglie conquistate, è anche e soprattutto il percorso che in 315 giorni l’ha portata dal dolore alla gioia olimpica: un racconto di rinascita che da sempre piace, e molto, agli sponsor.
Da non sottovalutare il lato social, con il profilo Instagram della Brignone che negli ultimi giorni ha visto aumentare a dismisura il numero dei follower, superando quota 440.000: non i livelli della collega statunitense Lindsey Vonn, che vanta più di 3 milioni di seguaci, ma certamente numeri in crescita che potrebbero attirare nuovi sponsor.
Sempre secondo la rosea, Federica Brignone al momento incasserebbe 1,5 milioni di euro all’anno dalle aziende che si avvalgono della sua collaborazione: una di queste, una nota casa produttrice di sport drink, l’ha chiamata subito quando si è infortunata a Moena, dicendole che l’avrebbe aspettata fino al suo ritorno.
Gli sciatori, un po’ come i tennisti, guadagnano dai premi: nella stagione 2024/2025 la Brignone avrebbe ottenuto risultati sportivi da circa 800.000 euro. Cifre comunque da quelle di un altro campione azzurro, Jannik Sinner, perché diversi sono gli introiti rispetto al tennis.
La manager della Brignone, si legge su ‘Gazzetta’, ha ricordato che “i guadagni non raggiungono un terzo rispetto a Sinner perché lo sci alpino resta uno sport destinato alle classi sociali più abbienti”. A livello di immagine, poi, gli sciatori sono sempre “coperti” dalle loro divise e dai caschi e i loro visi restano meno impressi nel pubblico rispetto ai colleghi di altri sport.
Il progetto sulla sostenibilità ambientale e il film in arrivo
Dopo aver parlato di sponsor, bisogna ricordare che Federica Brignone è testimonial della Valle d’Aosta e dal 2017 ha sposato un progetto di sostenibilità ambientale, chiamato Traiettorie Liquide, nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inquinamento dei mari e sullo scioglimento dei ghiacciai.
La storia della Brignone, inoltre, potrebbe presto diventare un film, come anticipato dalla manager Giulia Mancini: “C’è una casa di produzione italiana importantissima – si legge su ‘Ansa’ – che sta lavorando al docufilm. Federica è diventata ancora più interessante dopo l’infortunio”.
Le storie di rinascita, d’altronde, appassionano da sempre il grande pubblico, e quella della Brignone ha toccato anche le corde delle sue avversarie. È diventato già iconico il gesto della svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, le due avversarie arrivate seconde alla gara di slalom gigante che si sono inchinate di fronte alla Brignone. Federica, a sua volta, ha ricambiato l’inchino: perché la grandezza passa spesso, se non sempre, da una grande umiltà.
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