Addio smartphone al ristorante: test al via dalla Sardegna
In Sardegna parte un test per dire addio agli smartphone al ristorante con 15 locali che invitano le famiglie a riscoprire il valore di stare insieme

Lo smartphone accompagna spesso anche i momenti trascorsi al ristorante, tra un piatto e l’altro, e finisce per assorbire completamente l’attenzione di adulti e bambini. Ecco perché dalla Sardegna arriva un’iniziativa che propone alle famiglie di cambiare questa abitudine, attraverso una sperimentazione dedicata alla convivialità e all’uso consapevole dei dispositivi digitali.
Perché nasce il progetto dei ristoranti senza smartphone
Si chiama “A tavola senza schermi” il progetto presentato il 26 ottobre 2026 a Cagliari dalla garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Anna Cau, in collaborazione con Fipe Confcommercio Sardegna. L’iniziativa nasce dalla volontà di coinvolgere le famiglie in un’esperienza che restituisca maggiore spazio alle conversazioni durante i pasti, attraverso la partecipazione diretta dei ristoratori.
L’idea è maturata dal confronto tra la Garante e l’associazione di categoria, che hanno individuato nei locali pubblici un contesto adatto a promuovere una maggiore consapevolezza nell’utilizzo delle tecnologie. Come riportato dall’ANSA, il progetto si rivolge soprattutto ai nuclei familiari con bambini e adolescenti, per i quali il telefono rappresenta ormai uno strumento di uso quotidiano.
Anna Cau ha spiegato le ragioni dell’iniziativa: “Anche questa piccola iniziativa può aiutare le famiglie. Il digitale deve essere ben governato, i minori devono essere protetti dall’abuso dei dispositivi elettronici e da contenuti inadatti. I genitori devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità dell’uso degli strumenti tecnologici”.
A fornire un quadro del rapporto tra giovani e dispositivi elettronici sono anche i dati contenuti nella guida Bambini e adolescenti in un mondo digitale, curata dalla Federazione italiana medici pediatri; secondo il documento, il 95% degli adolescenti italiani utilizza abitualmente uno smartphone e oltre la metà lo mantiene acceso durante l’intera giornata. Circa un ragazzo su quattro, inoltre, manifesta segnali riconducibili a un utilizzo problematico.
La stessa guida rileva che l’87% dei genitori di preadolescenti vorrebbe ricevere maggiori indicazioni per accompagnare i figli nell’utilizzo delle tecnologie; ed è da questa esigenza prende forma la proposta sarda, che affida anche alla ristorazione un ruolo nell’educazione digitale e nella promozione di comportamenti condivisi tra adulti e minori.
Come funziona il test nei 15 ristoranti sardi
La sperimentazione avrà una durata di un mese e interesserà 15 ristoranti distribuiti in dieci comuni dell’isola. Il progetto, inizialmente pensato per otto esercizi, è stato successivamente ampliato per coinvolgere attività di territori differenti, dai principali centri urbani alle località più piccole. L’adesione dei ristoratori è volontaria, così come la partecipazione delle famiglie.
I locali coinvolti si trovano a Cagliari, Quartu Sant’Elena, Capoterra, Nuoro, Bari Sardo, Ussassai, Oristano, Alghero, Olbia e Santa Teresa Gallura; la distribuzione geografica permette di osservare l’accoglienza dell’iniziativa in contesti diversi, dalle città del sud dell’isola ai centri della costa settentrionale, attraverso un’esperienza che coinvolge direttamente clienti e personale dei ristoranti.
Il funzionamento prevede un patto di disconnessione volontaria durante il pranzo o la cena; i telefoni possono essere riposti nelle borse oppure in un apposito cestino, mentre ai bambini viene proposto il Kit del Ritrovo, che comprende giochi e attività manuali adatti alle differenti età pensate soprattutto per occupare il tempo che precede l’arrivo delle portate.
Le famiglie riceveranno anche un pieghevole con suggerimenti per gestire il rapporto dei figli con gli strumenti digitali e che comprende un insieme di cinque indicazioni pratiche, tra cui concordare preventivamente eventuali eccezioni e allontanarsi dal tavolo per rispondere alle chiamate urgenti; un codice QR consentirà inoltre di consultare la guida completa realizzata dai pediatri.
Il presidente di Fipe Confcommercio Sardegna, Emanuele Frongia, ha ricordato che “Un ristorante è un luogo in cui ci si incontra, si parla e si condivide del tempo”. Ha poi sottolineato la responsabilità degli adulti, osservando che “il primo esempio deve arrivare da noi adulti: chiedere ai bambini di rinunciare allo schermo ha senso se siamo disposti a farlo anche noi”.
Sul tema è intervenuto anche Osama Al Jamal, presidente della Federazione italiana medici pediatri della Sardegna, che ha dichiarato: “La maggior parte dei genitori non è consapevole, dobbiamo educarli alla consapevolezza dei rischi ma anche dei vantaggi della tecnologia”.
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