Turismo, Graz lancia la sfida a Venezia (in dialetto veneziano)
La città austriaca di Graz ha pubblicato una nuova campagna pubblicitaria sui social descrivendosi come una meta "più vera e autentica di Venezia"

Una nuova campagna pubblicitaria con protagonista la città di Graz negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione di molti. A far discutere è il messaggio lanciato da Visit Graz, che mette a confronto diretto la città austriaca con Venezia. La pubblicità non attacca frontalmente la Serenissima, ma ne riconosce l’unicità per poi suggerire, con ironia, un’alternativa più tranquilla, meno affollata e più vivibile, ovvero Graz.
La campagna di Visit Graz che provoca Venezia
Graz, situata lungo il fiume Mur, a poco più di due ore di auto dal Nord-Est italiano, è la seconda città più grande dell’Austria e il capoluogo della regione della Stiria. Fondata in epoca medievale, Graz ha conosciuto una lunga fase di sviluppo sotto gli Asburgo, che ne hanno fatto un importante centro amministrativo e culturale. Il suo centro storico è Patrimonio UNESCO per il grande valore storico e architettonico che è frutto di secoli di stratificazioni.
In questi giorni la città ha pubblicato una campagna pubblicitaria per promuoversi soprattutto sui social network. Questa è, in particolare, legata all’entrata in funzione del collegamento ferroviario Koralmbahn (ferrovia della Koralpe), che renderà Graz ancora più facilmente raggiungibile. La peculiarità della pubblicità è che promuove Graz come destinazione autentica e tranquilla, soprattutto se paragonata a Venezia. L’obiettivo è posizionare la città come alternativa meno congestionata rispetto alle grandi mete del turismo come la città lagunare italiana.
Quello che ha sorpreso è che anche il messaggio chiave è stato scritto in veneziano: “Venessia la xè unica, ma a Graz ghe xè manco gente, la xè più vera e tranquia” (Venezia è unica, ma a Graz c’è meno gente, la città è più vera e più tranquilla). La pubblicità ricorda, quindi, il sovraffollamento turistico in laguna e mira ad intercettare il pubblico del Nord-Est con simpatia, grazie anche ai nuovi collegamenti. La scelta del dialetto pare essere stata ben pensata dato che i promotori sembrano voler rivolgersi direttamente a un pubblico preciso, quello veneto, che ama viaggiare in Austria anche per brevi soggiorni.
Il problema del turismo a Venezia
Il confronto che Graz ha fatto con la città di Venezia non nasce dal nulla. Da anni la città lagunare è al centro del dibattito internazionale sull’overtourism. Il Comune ha introdotto misure sperimentali per gestire i flussi, tra cui il famoso ticket giornaliero per chi visita la città senza pernottare. Nonostante ciò, soprattutto nei mesi estivi, Venezia continua a essere presa d’assalto da migliaia di turisti “mordi e fuggi”.
Negli ultimi mesi è emersa anche una proposta ancora più drastica: una tassa fino a 100 euro per i visitatori giornalieri. A sostenere questa linea è Setrak Tokatzian, presidente dell’Associazione Piazza San Marco, che denuncia una situazione ormai al limite. Secondo Tokatzian, molti turisti arrivano in giornata, spesso con pullman organizzati o da campeggi della costa, utilizzano i servizi pubblici ma contribuiscono poco all’economia locale.
Il tema è ormai globale. Il quotidiano britannico The Telegraph ha inserito Venezia all’ottavo posto tra i luoghi da evitare nel 2026, criticando in particolare il costo elevato delle gondole e il traffico nei canali, lontani dall’immagine romantica che molti visitatori si aspettano. Allo stesso tempo, la BBC ha promosso Treviso come alternativa più sostenibile e autentica alla Serenissima, definendola “silenziosamente deliziosa”. Una città a misura d’uomo, dove storia, buon cibo, ottimo vino e qualità della vita convivono senza gli eccessi del turismo di massa.
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