Stelle alpine rubate sulle Dolomiti: una gabbia contro i furti
Dopo il furto di due stelle alpine sulle Dolomiti, il gestore di un rifugio vicino al Lago di Sorapis installa una gabbia per proteggere i fiori rimasti

Dopo la scomparsa di due esemplari di stelle alpine sulle Dolomiti, il gestore di un rifugio vicino a Cortina d’Ampezzo ha adottato una soluzione insolita per impedire nuovi furti e richiamare l’attenzione sul rispetto dell’ambiente montano.
Dove sono state rubate le stelle alpine
L’episodio è avvenuto nei pressi del Rifugio Vandelli, situato a quasi duemila metri di altitudine, sulle montagne che circondano il Lago di Sorapis, nel territorio comunale di Cortina d’Ampezzo.
A denunciare la scomparsa dei fiori è stato Emilio Pais Bianco, che da oltre venticinque anni gestisce la struttura e conosce bene la vegetazione che cresce nelle sue immediate vicinanze; la loro scomparsa ha spinto il gestore a intervenire direttamente, dopo aver constatato che le indicazioni rivolte ai frequentatori della montagna non erano state sufficienti a impedirne la sottrazione.
Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, Emilio Pais Bianco ha raccontato: “Il Rifugio Vandelli ormai è come casa mia. Ci vivo e ci lavoro in estate da ventisette anni e queste stelle alpine mi fanno compagnia da quindici. Fino alla scorsa primavera erano cinque, poi ne sono sparite due. Per questo ho deciso di proteggerle con una gabbia metallica”.
La vicenda riguarda uno dei fiori più rappresentativi dell’ambiente alpino, conosciuto anche con il nome tedesco di Edelweiss. La stella alpina, il cui nome scientifico è Leontopodium alpinum, presenta una caratteristica struttura composta da piccoli fiori riuniti al centro di brattee bianche e vellutate. Originaria dell’Asia, secondo gli studiosi raggiunse le Alpi durante l’era glaciale e oggi cresce prevalentemente nelle zone montane più elevate, dove fiorisce durante l’estate.
Perché le stelle alpine vengono messe in gabbie nelle Dolomiti
La decisione di ricorrere a una protezione metallica arriva in una zona caratterizzata da una notevole affluenza turistica, soprattutto durante i mesi estivi, quando il rifugio accoglie circa mille persone al giorno in alta stagione, mentre il vicino lago può raggiungere le tremila presenze quotidiane. Numeri importanti per un ambiente d’alta quota, frequentato sia da escursionisti abituali sia da visitatori occasionali.
L’aumento del turismo montano comporta anche nuove esigenze nella gestione degli spazi naturali. Il Vandelli, come molti altri rifugi delle Alpi, si trova infatti ad accogliere un pubblico numeroso, con livelli differenti di conoscenza delle regole da osservare durante le escursioni.
Emilio Pais Bianco ha espresso la propria incredulità di fronte all’accaduto: “Io non riesco a capire come sia possibile rubare delle stelle alpine, soprattutto che viene spiegato che si tratta di fiori che non vanno toccati”.
Il gestore ha quindi collocato una gabbia intorno agli esemplari rimasti, nell’area esterna del rifugio, affinché possano continuare a crescere senza essere prelevati.
“Non mi hanno lasciato scelta. Le ho sigillate con una gabbia metallica, fanno parte del luogo e del posto, sono una meraviglia della natura e come tale va rispettata. Non avrei mai pensato che un giorno sarei stato costretto a fare una cosa simile”, ha spiegato.
Attraverso questa iniziativa, Pais Bianco intende anche sensibilizzare chi frequenta i sentieri e i rifugi sulla necessità di preservare la flora alpina, parte integrante del patrimonio naturale delle Dolomiti.
“Ci vuole educazione e rispetto, mi auguro che questo serva a lanciare un messaggio a tutti coloro che vogliono raggiungere i rifugi di alta montagna”, ha concluso il gestore.
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