A Siponto spunta un cimitero medievale, la sepoltura è commovente
A Siponto è emerso un cimitero medievale con una sepoltura commovente: una donna che stringe un bambino in un abbraccio rimasto intatto per secoli

Una nuova scoperta archeologica riporta alla luce un frammento della Siponto medievale e, insieme, una scena capace di suscitare una forte emozione. Durante gli scavi condotti nei pressi dell’antica zona portuale sono emerse alcune decine di sepolture risalenti, secondo le prime valutazioni, a circa otto secoli fa. Fra i resti individuati dagli archeologi ce ne sono due disposti in una posizione particolare che ha commosso molti.
La sepoltura medievale scoperta a Siponto
Il nuovo cimitero medievale è stato individuato a Siponto, località situata in Puglia a pochi chilometri da Manfredonia, in provincia di Foggia. Il ritrovamento è avvenuto nell’area dell’antico quartiere portuale, dove da alcune settimane è in corso una nuova campagna di scavi condotta congiuntamente dalle Università di Bari e Foggia. A guidare le ricerche sono Giovanni De Venuto e Giuliano Volpe dell’Università di Bari, insieme a Roberto Goffredo e Maria Turchiano dell’Università di Foggia. La notizia è stata diffusa da un post Facebook di ArcheoSipontum e approfondita dalla rivista Archeologia Viva.
Il cimitero medievale scoperto comprende alcune decine di deposizioni semplici. I corpi non risultano collocati all’interno di sarcofagi o di fosse ben strutturate, come accade invece nel cimitero già scoperto nell’area dell’anfiteatro. Sembrano essere stati adagiati direttamente e probabilmente avvolti in sudari. Tra le diverse tombe ha attirato l’attenzione degli archeologi quella contenente i resti di una donna, morta presumibilmente tra i 30 e i 40 anni, e di un bambino o una bambina di circa quattro o cinque anni.
Il braccio destro della donna avvolge il corpo del piccolo, in una posizione che restituisce l’immagine di un abbraccio protettivo. La disposizione dei resti ha portato a parlare della sepoltura di una madre con il proprio figlio e ha fatto commuovere molti. Si tratta però, per il momento, di un’interpretazione. L’eventuale parentela dovrà essere verificata attraverso specifiche analisi del DNA. Non sono ancora note neppure le cause della morte.
La sepoltura viene datata in via preliminare tra il XII e il XIII secolo. L’assenza di oggetti di corredo impedisce di stabilire immediatamente una cronologia più precisa, che potrà essere ottenuta attraverso le analisi al carbonio-14. Anche lo studio delle ossa potrà fornire informazioni sull’età, sul sesso, sull’alimentazione, sulle condizioni di salute e su eventuali malattie o traumi. Il valore della scoperta non dipende quindi soltanto dall’immagine commovente restituita dallo scavo, ma anche dalle informazioni che si potranno ottenere dai corpi.
Gli scavi archeologici nell’antica Siponto
La scoperta del cimitero si inserisce nel progetto pluriennale “Sipontum: archeologia globale di una città portuale“, avviato nel 2021 dalle Università di Bari e Foggia. Le ricerche vengono svolte su concessione del Ministero della Cultura e in collaborazione con la Soprintendenza, il Parco archeologico di Siponto e gli organismi territoriali impegnati nella tutela del sito. Siponto fu uno dei principali insediamenti della Puglia settentrionale. La sua posizione sulla costa adriatica e ai piedi del Gargano favorì lo sviluppo del porto e degli scambi commerciali.
In età romana la città conobbe una fase di notevole crescita, accompagnata dalla costruzione dell’anfiteatro, di complessi termali e di infrastrutture per l’approvvigionamento idrico. Il sito conserva una lunga stratificazione, perché gli spazi della città romana continuarono a essere occupati e trasformati nei secoli successivi. Nell’area dell’anfiteatro, per esempio, gli archeologi hanno individuato i resti di una chiesa costruita sopra le strutture romane. La campagna di scavo più recente interessa sia la zona dell’anfiteatro sia il quartiere portuale.
In quest’ultimo settore erano già emersi edifici medievali, magazzini e una grande casa-torre attribuita all’età di Federico II. La costruzione era stata realizzata sopra una domus di epoca romana e tardoantica, confermando la continuità di utilizzo dell’area nel corso dei secoli. L’ampliamento dello scavo ha ora permesso di individuare un muro medievale lungo più di trenta metri e una struttura semicircolare la cui funzione non è stata ancora chiarita. Nella stessa zona è apparso il nuovo cimitero, che potrebbe essere stato collegato a una chiesa o a un altro edificio sacro non ancora identificato.
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