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La Calabria ti regala la casa (se vai a viverci): come funziona

A chi decide di trasferire la propria residenza in Calabria, la Regione consentirà di vivere gratis in una casa per dieci anni: la nuova iniziativa

3 min di lettura

Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Borgo di Belmonte Calabro

Si può andare a vivere gratis in Calabria: la regione mette a disposizione case a titolo gratuito a chi decide di trasferire la propria residenza in uno dei comuni che aderiscono all’iniziativa intitolata Ripopola Calabria.

Casa gratis per chi va a vivere in Calabria: come funziona

Il Governatore della Calabria Roberto Occhiuto, di recente inserito nella classifica dei Presidenti di regione più apprezzati d’Italia, ha pubblicato un video sul suo profilo ufficiale di Instagram per illustrare l’iniziativa:

“Venite a vivere in Calabria a zero euro, è quello che diciamo a chi vuole trasferirsi nei borghi calabresi – ha dichiarato Occhiuto – è un progetto sperimentale, è in rete il sito Ripopola Calabria dove potete scegliere le prime cinquanta case dei borghi calabresi che abbiamo a disposizione di quelli che vogliono spostare la residenza in Calabria. Ristruttureremo queste case a spese della Regione, non pagheranno un solo centesimo e avranno la possibilità di stare in queste case per dieci anni, gratuitamente, quindi venite a vivere in Calabria, perché è bello e conviene”.

La Regione, attraverso contributi, finanzia il recupero e la ristrutturazione di edifici comunali abbandonati o inutilizzati per trasformarli in risorse abitative moderne, efficienti e sicure, rispettando l’ambiente e il territorio. L’iniziativa è nata con l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra nuovi residenti e la cittadinanza storica, attraverso il potenziamento dei servizi di prossimità e degli spazi culturali e ricreativi.

Chiunque sia interessato può esplorare il catalogo disponibile sul sito ufficiale di Ripopola Calabria e scoprire tutti gli immobili disponibili: per ogni casa si possono vedere le foto e consultare i dati catastali, le planimetrie e i rendering dell’immobile ristrutturato.

Una volta scelta la casa, si deve compilare un modulo per presentare la propria candidatura: una commissione pubblica valuterà tutte le candidature e gli alloggi verranno assegnati con una graduatoria pubblica, basata su criteri di premialità stabiliti dalla Regione.

Il programma darà punteggi specifici a famiglie con figli, famiglie monoparentali e giovani coppie; smart worker; persone con disabilità; emigrati calabresi da oltre tre anni e che vogliono tornare; lavoratori autonomi; professionisti della cultura e della creatività. I nuovi residenti dei borghi che aderiscono all’iniziativa non pagheranno l’affitto per dieci anni.

I comuni che aderiscono all’iniziativa Ripopola Calabria

Sul sito dedicato all’iniziativa Ripopola Calabria sono indicati tutti i comuni aderenti e gli immobili disponibili. Quindici borghi appartengono alla provincia di Cosenza e sono: Alessandria del Carretto, Altilia, Belmonte Calabro, Cellara, Cerisano, Dipignano, Lago, Laino Borgo, Lattarico, Mongrassano, Rovito, San Lorenzo Bellizzi, San Vincenzo La Costa, Scigliano, Torano Castello.

Per quanto riguarda la provincia di Catanzaro, sono sei i comuni dove poter andare a vivere gratis per dieci anni: Amato, Centrache, San Floro, San Mango d’Aquino, Torre di Ruggiero e Zagarise. A completare l’elenco dei borghi aderenti troviamo: Grotteria, Sant’Ilario dello Ionio e Santo Stefano in Aspromonte in provincia di Reggio Calabria; Caccuri in provincia di Crotone; Cessaniti in provincia di Vibo Valentia.

Sul portale è stato specificato che il progetto “non è una vetrina immobiliare e non è edilizia popolare ma un patto tra chi sceglie di tornare o arrivare e i territori che custodiscono l’identità dei borghi. Per questo gli alloggi hanno una destinazione esclusivamente abitativa: sono pensati per essere vissuti, non per essere sfruttati o sublocati”.