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Stato compra il Maffeo Barberini di Caravaggio: quanto è costato

Il Ministero della Cultura ha annunciato l'acquisto del Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio: quanto è costato il dipinto di Michelangelo Merisi

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Presso la sede del Ministero della Cultura, nella giornata di martedì 10 marzo 2026, è stato firmato l’atto di acquisto del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio: l’opera entrerà a far parte del patrimonio dello Stato e verrà assegnata alle Gallerie Nazionali di Arte Antica a Roma.

Quanto è costato il Ritratto di Maffeo Barberini di Caravaggio

La trattativa per l’acquisizione del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio è durata più di un anno e si è conclusa per la cifra di 30 milioni di euro, uno degli investimenti più rilevanti mai sostenuti dallo Stato italiano per un’opera d’arte.

La cifra testimonia il grande impegno da parte del Ministero della Cultura nel rafforzare le collezioni pubblico con opere di assoluta importanza nella storia dell’arte. Grazie a un accordo con i precedenti proprietari, nel corso delle varie fasi di negoziazione, l’opera era stata esposta al pubblico presso Palazzo Barberini, prima per qualche mese nel 2024 e successivamente fino al termine della grande mostra ‘Caravaggio 2025’.

Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini raffigura il futuro Papa Urbano VIII all’età di circa trent’anni, nelle vesti di chierico della Camera Apostolica; a rendere nota l’opera fu lo storico dell’arte Roberto Longhi in un articolo pubblicato su ‘Paragone’ nel 1963.

Longhi riconobbe nel dipinto uno dei momenti fondativi della ritrattistica moderna, sottolineando come Caravaggio avesse inaugurato una nuova intensità psicologica, insieme alla capacità di rappresentare la presenza viva del personaggio senza dover ricorrere all’uso di elementi storici.

Attribuito a Caravaggio proprio dal grande storico dell’arte Roberto Longhi, il dipinto è stato realizzato tra il 1599 e il 1603 e rappresenta uno dei rarissimi ritratti autografi di Michelangelo Merisi, oltre a essere un caposaldo della ritrattistica moderna.

La figura di Urbano VIII emerge dalla penombra grazie alla luce radente caratteristica della produzione di Caravaggio; gli occhi sono resi vividi da un leggero strabismo e puntano direttamente verso l’osservatore, mentre le labbra sono serrate ma prive di rigidità, un elemento che contribuisce a conferire al soggetto un’espressione di vigile impazienza.

La soddisfazione del Ministro Giuli

Nell’annunciare l’acquisto de ‘Il Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini’ dopo oltre un anno di trattative, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha mostrato tutta la sua soddisfazione:

“Si tratta di un’opera di eccezionale importanza che viene oggi offerta alla piena fruizione del pubblico e della comunità scientifica internazionale, a pochi mesi dalla sua prima esposizione in un museo, avvenuta a Palazzo Barberini – ha dichiarato il Ministro Giuli – tale insieme a quella, recente, di ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento del patrimonio culturale nazionale che il Ministero della Cultura continuerà a portare avanti nei prossimi mesi, con l’obiettivo di rendere accessibili a studiosi e appassionati alcuni capolavori della storia dell’arte altrimenti destinati al mercato privato”.

Il Ministro Giuli ha colto anche l’occasione per “ringraziare tutte le istituzioni, i funzionari e i tecnici che hanno lavorato con grande competenza e dedizione affinché un risultato di questa rilevanza potesse essere raggiunto”. Prima del dipinto di Caravaggio, il Ministero della Cultura aveva acquisito un’altra opera d’arte: l’Ecce Homo di Antonello da Messina, piccolo dipinto creato per la devozione privata.