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Rete "fantasma" nel lago di Garda, allarme: "Massima attenzione"

Al lago di Garda è scattato l'allarme per la segnalazione della presenza di un rete "fantasma" nelle acque della zona nei pressi di Sirmione

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Lago di Garda

Nelle acque del lago di Garda c’è stato un nuovo caso di “rete fantasma“: la presenza di una rete pericolosa in acqua è stata segnalata nella giornata di martedì 14 aprile 2026 a circa 400 metri dalla punta di Sirmione.

L’allarme della Guardia Costiera sulla rete fantasma nel lago di Garda

Come riportato da ‘Il Dolomiti’, la rete “fantasma” del lago di Garda si trovava immersa a una profondità di circa quattro metri. La sede operativa della Guardia Costiera di Salò ha segnalato la presenza di una rete pericolosa alle seguenti coordinate esatte: LAT: 45° 29.477′ N LONG: 010° 36.133′ E.

La stessa Guardia Costiera ha invitato tutti a prestare la massima attenzione durante le attività natatorie e subacquee del lago di Garda, predicando una cauta navigazione nello specchio lacustre prossimo al punto indicato, meglio evidenziato anche in uno stralcio planimetrico diffuso a mezzo stampa e online.

Il fenomeno delle reti “fantasma” è abbastanza noto nelle acque del Benaco, dove attrezzature da pesca abbandonate o disperse che restano intrappolate sui fondali possono costituire un pericolo per la fauna e per la sicurezza di imbarcazioni e natanti.

Negli ultimi anni sono state condotte diverse operazioni di recupero, molte anche grazie alla collaborazione tra associazioni subacquee e autorità locali. Prima del caso di Sirmione, un altro intervento di recupero al lago di Garda era avvenuto nel mese di gennaio del 2026, quando i Benaco Guardians erano entrati in azione nel tratto antistante Gargnano.

Perché le reti “fantasma” sono pericolose

Per rete fantasma si intende una rete da pesca abbandonata o smarrita nelle acque di mari, fiumi e laghi: fanno parte del cosiddetto “ghost gear” che comprende genericamente le attrezzature da pesca abbandonate o smarrite in acqua.

Sono diversi i motivi per cui le reti e le attrezzature da pesca possono essere smarrite: dal maltempo agli incidenti, fino ai casi di imprevisti, come reti che restano impigliate in relitti o altri ostacoli sui fondali. Nei casi di pesca illegale, invece, può capitare che le reti vengano abbandonate dai pescherecci di fronte a controlli improvvisi.

I pericoli delle reti “fantasma” sono soprattutto ambientali e possono manifestarsi in diversi modi, a cominciare dal fenomeno conosciuto come “pesca fantasma” e dato dagli animali che restano intrappolati nelle reti, siano essi pesci, mammiferi o uccelli marini.

Nel caso di reti che si sono posate sui fondali, l’impatto è sia sulle specie bentoniche che rimangono intrappolate, ma anche per l’alterazione dei fondali, causata dal trascinamento delle reti da parte delle correnti; da questo punto di vista esistono grandi rischi anche per le barriere coralline, con lo sfregamento dei materiali delle reti “fantasma” che può alterare la struttura del reef e uccidere gli invertebrati che lo formano.

Altro fattore di rischio è quello legato all’inquinamento da plastica: i materiali sintetici di cui sono composte le attrezzature rilasciano delle tossine che si degradano in microplastiche, entrando nella catena alimentare. A tutto ciò bisogna aggiungere i pericoli per la navigazione, con i casi in cui le reti si impigliano nelle eliche, e anche per i bagnanti e soprattutto per i subacquei che loro malgrado possono imbattersi in reti e attrezzature abbandonate.