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Basta selfie con i cervi a Villetta Barrea, scatta la multa

A Villetta Barrea i selfie con i cervi sono un rischio e il Comune impone nuove distanze con multe fino a 500 euro per chi si avvicina troppo

5 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Cervi a Villetta Barrea, scatta la multa

A Villetta Barrea, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, incontrare un cervo a pochi passi dal centro abitato non è un evento raro, eppure negli ultimi giorni alcuni avvicinamenti troppo ravvicinati hanno spinto il Comune a fissare nuove regole con sanzioni per chi mette a rischio la propria sicurezza e quella degli animali.

Perché a Villetta Barrea sono stati vietati i selfie con i cervi

A rendere necessario il provvedimento sono stati tre episodi avvenuti nel giro di pochi giorni, come riportato dal ‘Corriere della Sera’. Il 16 e il 17 settembre due uomini di 57 e 41 anni sono rimasti coinvolti in altrettanti incontri ravvicinati con gli animali, mentre il 22 settembre un sessantacinquenne è stato caricato e ferito da un cervo. Tutte le persone coinvolte sono state soccorse e non risultano in pericolo di vita.

Alla base degli incidenti ci sarebbero comportamenti legati al tentativo di avvicinarsi agli esemplari per osservarli meglio o scattare fotografie. Il Comune ha quindi deciso di intervenire per ridurre le situazioni nelle quali la ricerca di una foto o di un video può trasformarsi in un rischio, soprattutto quando si dimentica che un animale abituato alla presenza umana resta comunque fauna selvatica.

A Villetta Barrea gli incontri con i cervi fanno parte da tempo della vita del paese. Gli animali possono comparire lungo il Sangro, attraversare alcune aree del centro abitato oppure raggiungere spazi residenziali e frequentati dai turisti, e la loro vicinanza alle case e alle strade rende l’osservazione particolarmente facile, ma proprio questa familiarità può indurre a sottovalutare la distanza necessaria.

Il tema riguarda infatti anche il comportamento degli animali, che può cambiare quando una persona si avvicina troppo, soprattutto durante particolari momenti dell’anno oppure in presenza dei piccoli. Marco Antonelli, zoologo e Wildlife Conservation Specialist del Wwf Italia, ha ricordato quanto la distanza rappresenti uno degli strumenti principali per evitare interferenze.

Come si legge sul giornale, Antonelli spiega: “Ad esempio a Yellowstone, il National Park Service stabilisce almeno 100 metri di distanza da orsi e lupi, e almeno 25 metri, da tutti gli altri animali, compresi bisonti e cervi. Sono distanze pensate anche per evitare che la presenza umana alteri il comportamento della fauna. Non significa però che 25 o 100 metri siano una distanza “magica”. Sono limiti che possono cambiare in base al contesto e alla situazione. Ed è sempre meglio mantenere 20 metri in più di distanza piuttosto che 10 metri in meno”.

La prudenza resta necessaria anche quando l’animale sembra immobile o poco infastidito dalla presenza delle persone. Come si legge sul giornale, Antonelli sottolinea: “Gli episodi recenti di persone ferite da cervi in Abruzzo ci ricordano quanto possa essere rischioso sottovalutare un animale selvatico, anche quando appare tranquillo o abituato alla presenza umana. Osservare la fauna significa soprattutto lasciarle lo spazio necessario per comportarsi naturalmente. Senza disturbare e senza interferire nella loro vita selvatica”.

A quanto ammonta la multa per i selfie con i cervi a Villetta Barrea

L’ordinanza firmata il 22 settembre dalla sindaca Giuseppina Colantoni stabilisce una distanza minima di 25 metri dagli esemplari, che sale a 50 metri quando sono presenti femmine con i cuccioli.

Il provvedimento vieta inoltre di avvicinare o circondare gli animali per realizzare fotografie e video, così come di fermarsi volontariamente nei loro pressi quando occupano strade o aree verdi del centro abitato.

Le nuove disposizioni riguardano anche altri comportamenti capaci di modificare il rapporto tra cervi e ambiente urbano: è vietato offrire cibo o acqua agli animali, ostacolarne le vie di allontanamento oppure produrre rumori con l’obiettivo di richiamarli e provocarne una reazione.

L’intento dell’amministrazione è ridurre le occasioni in cui la presenza umana può condizionare le abitudini degli esemplari o creare situazioni difficili da controllare.

Le misure non sono state pensate come un intervento limitato ai giorni successivi agli incidenti. Al contrario, nell’atto si precisa che “Sono da ritenersi permanenti a tutela della pubblica incolumità in tutti i periodi dell’anno ulteriormente rafforzati nella fase attuale, per prevenire eventi lesivi e arginare comportamenti a rischio”.

Un passaggio specifico riguarda inoltre chi passeggia con un cane, l’ordinanza stabilisce “l’obbligo di tenere i propri animali al guinzaglio corto (massimo 1,5 metri) nelle aree urbane, nei parchi e su sentirei comunali al fine di evitare reazioni da predatore o da difesa da parte dei cervi”.

Per chi viola le disposizioni sono previste multe fino a 500 euro, salvo i casi nei quali il comportamento possa configurare ipotesi di reato più gravi. Il Comune ha inoltre chiesto al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise di intensificare il monitoraggio e di offrire supporto nella gestione della presenza degli animali.