A Predaia rispunta l'antico ponte sommerso dei Regai: le immagini
La siccità colpisce la Val di Non, con effetti sorprendenti: dalle acque turchesi del Lago di Santa Giustina riemerge l'antico ponte dei Regai
La scarsità di piogge, una delle conseguenze più drammatiche del cambiamento climatico, affligge anche il Trentino Alto Adige: in questi ultimi giorni di inverno, il corso d’acqua del torrente Noce è diminuito a tal punto da alimentare in maniera insufficiente il Lago di Santa Giustina. Ed è così che l’antico ponte sommerso dei Regai è tornato a splendere sotto la luce del sole, affiorando dalle acque che solitamente lo nascondono. Questo fenomeno, che si verifica di frequente in un preciso momento dell’anno, stavolta è in largo anticipo.
In Val di Non riemerge dalle acque un antico ponte
La Val di Non, una delle più conosciute valli del Trentino Alto Adige, è ricca di corsi d’acqua e di splendidi laghi che attraggono moltissimi turisti. Uno di questi ultimi è il Lago di Santa Giustina, costruito artificialmente per sfruttare le acque del torrente Noce a scopi idroelettrici. Come purtroppo spesso accade in questi casi, il territorio viene profondamente cambiato dalla realizzazione di un bacino artificiale, causando la scomparsa di interi manufatti che facevano parte della storia locale. Chi non conosce, ad esempio, il celebre campanile di Curon che affiora dal Lago di Resia, a testimonianza di ciò che si cela ancora sotto le sue acque?
Talvolta, quando le condizioni sono favorevoli, può succedere che alcuni di questi manufatti tornino alla luce del sole. È proprio ciò che sta succedendo a Predaia, piccolo comune della Val di Non, affacciato sulle sponde del Lago di Santa Giustina. Qui, a causa della siccità e delle scarse piogge che hanno caratterizzato l’inverno 2026, è riemerso l’antico ponte dei Regai: sebbene non si tratti di un fenomeno raro, è comunque sempre molto affascinante poter tornare a vedere un pezzo di architettura che solitamente rimane nascosto sotto il livello dell’acqua.
La storia del ponte sommerso dei Regai
Il ponte dei Regai fu in passato un’importante via di comunicazione: costruito tra il 1852 e il 1854, collegava le due sponde del Rio di San Romedio e costituiva uno degli snodi principali della strada dei Regai, che conduceva al vicino borgo di Revò. Quando, negli anni ’40, venne eretta la diga sul torrente Noce per la realizzazione del Lago artificiale di Santa Giustina, circa 406 ettari di terreno vennero sommersi dalle acque. Diversi ponti andarono perduti, tra cui anche quello dei Regai. Per fortuna, ogni tanto è ancora possibile tornare a vedere queste antiche costruzioni.
Quando il livello dell’acqua scende al di sotto della sua quota massima, fissata a 530 metri, alcuni ponti riemergono alla luce del sole e molti visitatori approfittano dell’occasione per ammirare queste splendide testimonianze del passato. In particolare, il ponte dei Regai – che è quello situato ad una quota più alta – è sempre il primo a spuntare dall’acqua: lo si può vedere praticamente ogni anno, nel periodo primaverile. Durante questa stagione, infatti, le nevi alpine non si sono ancora sciolte riversando ingenti quantità d’acqua nel torrente Noce, ma il consumo di energia elettrica è ancora elevato, quindi il bacino si svuota in fretta.
Quest’anno, per via della siccità che ha colpito il Trentino Alto Adige, già alla fine di febbraio il ponte dei Regai è tornato alla luce: un evento “normale” diventa dunque straordinario per le tempistiche con cui si sta verificando. Per i più curiosi, il ponte si trova nella zona sud-orientale del lago ed è facilmente raggiungibile a piedi da un comodo parcheggio situato nelle vicinanze. Visto che il bel tempo si sta avvicinando, questa potrebbe essere l’occasione ideale per godersi lo spettacolo.
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