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Il ponte pedonale più alto d'Europa si trova in Italia

È lungo 450 metri e si protende al di sopra del torrente Varrone, sospeso a ben 204 metri di quota: scopriamo dove si trova il ponte pedonale più alto d'Europa

3 min di lettura

Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Ponte sospeso

L’Italia vanta oggi un nuovo record: ospita il ponte pedonale più alto d’Europa, una passerella d’acciaio sospesa nel vuoto a oltre 200 metri di quota, offrendo una vista mozzafiato sulle montagne circostanti. Inaugurato sabato 24 ottobre 2026, il Ponte dei Minatori – questo il suo nome – è già diventato un’attrazione che attira curiosi dai dintorni. E, come spiegano le autorità locali, il progetto è quello di trasformare un piccolo borgo quasi dimenticato in una meta turistica, ma anche quello di fermare lo spopolamento di questi luoghi incantevoli.

Dov’è il ponte pedonale più alto d’Europa

Siamo a pochi chilometri dalla città di Lecco, tra le montagne che si affacciano ripide lungo la sponda orientale del lago di Como. Qui, nel cuore della Valvarrone, la natura è ancora incontaminata e i paesaggi tolgono il fiato con la loro bellezza. Questa valle stretta e ripida, che parte dal borgo di Dervio, è attraversata dal torrente Varrone. Vi si trovano alcuni piccoli paesini abbarbicati tra le alture: Introzzo, Tremenico e Vestreno. Dal 2018, formano un unico comune che prende il nome proprio dalla valle, Valvarrone. Gli abitanti sono pochissimi, appena 500 anime sparse tra le minuscole frazioni montane.

Il nuovo ponte pedonale, diventato il più alto d’Europa, collega il paesino di Tremenico a quello di Lentrèe, borgo abbandonato che un tempo ospitava i minatori al lavoro presso le locali miniere di feldspato. Da qui il nome di Ponte dei Minatori: è lungo 450 metri e percorre la vallata al di sopra del torrente Varrone, con un’altezza di 204 metri. La struttura, un vero capolavoro d’ingegneria, può resistere a raffiche di vento a 150 km/h e le sue funi portanti reggono oltre 700 tonnellate, come riporta il “Corriere della Sera”.

La storia del Ponte dei Minatori a Valvarrone

Il piccolo centro abitato di Tremenico ha vissuto il suo periodo d’oro all’inizio del ‘900, grazie all’attività di estrazione mineraria. Sulle pendici del Monte Muggio, infatti, sono stati individuati degli importanti giacimenti di feldspato, oltre a quelli di silicati di alluminio, sodio, calcio e potassio. La vita degli abitanti di Tremenico ha ruotato a lungo attorno alle miniere, fin quando – nel 2005 – anche l’ultima è stata chiusa. Da quel momento il borgo ha iniziato a spopolarsi, mentre il vicino centro abitato di Lentrèe è diventato addirittura un paese fantasma.

Il Ponte dei Minatori, dunque, non nasce soltanto per collegare queste due piccole realtà: la sua realizzazione fa parte di un progetto più grande, volto a riportare l’attenzione su Tremenico e la sua valle. “Per decenni qui la vita è stata scandita dai ritmi della miniera” – ha ricordato il sindaco Luca Buzzella durante l’inaugurazione del ponte, mettendo poi in luce il drastico calo della popolazione avvenuto negli ultimi anni: “Non so se questo progetto sarà la soluzione, ma sicuramente ha riacceso la luce in fondo al tunnel”.

Al taglio del nastro, accanto alle principali autorità, ha partecipato anche il geologo Cristian Adamoli e sua moglie Claudia Anselmini: lui è nato e cresciuto a Tremenico, per poi andarsene in cerca di fortuna. Oggi ha voluto investire nella nascita del Ponte dei Minatori perché, come lui stesso ha rivelato, “con il cuore siamo sempre rimasti qui”. Il ponte, come già anticipato, è solo parte di un progetto più ampio che prevede il recupero delle miniere e del borgo di Lentrèe, oltre alla realizzazione di un centro visitatori e di nuovi parcheggi.