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I pizzoccheri della Valtellina conquistano tutti a Milano Cortina

I pizzoccheri, piatto tipico della Valtellina, hanno conquistato gli atleti delle Olimpiadi che si allenano e gareggiano tra Bormio e Livigno

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Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

La cucina italiana continua a dimostrare, anche in occasione dei grandi eventi internazionali, di essere uno dei simboli più potenti del nostro Paese. Alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, accanto alle imprese sportive e alle medaglie, c’è un altro protagonista che sta facendo parlare di sé: il cibo. Pizza, pasta e dolci tradizionali sono finiti sotto i riflettori, raccontati sui social dagli atleti e celebrati dai media stranieri. Ma tra tutti i piatti serviti nei villaggi olimpici, uno in particolare ha sorpreso per il suo successo: i pizzoccheri della Valtellina. Nati come ricetta contadina di montagna, i pizzoccheri si sono trasformati in uno dei piatti preferiti degli atleti.

I pizzoccheri che hanno conquistato le Olimpiadi

Nei villaggi olimpici di Livigno e Bormio, le file davanti al banco dei pizzoccheri sono diventate una scena ricorrente. Video pubblicati su TikTok e Instagram mostrano atleti soddisfatti dopo la prima forchettata e le richieste di bis che arrivano velocemente. Ma cosa rende questa specialità valtellinese così apprezzata dagli sportivi?

La risposta sta nel legame profondo con il territorio e nella composizione nutrizionale. Livigno e Bormio non sono solo sedi delle gare di freestyle e di sci alpino, ma anche il cuore storico di questa ricetta. In queste vallate, ogni rifugio e trattoria preparano i pizzoccheri da generazioni. Gli atleti, immersi in un contesto alpino autentico, si sono trovati circondati da questa proposta gastronomica e hanno deciso di provarla per curiosità, per poi sceglierla con continuità. I pizzoccheri sono tagliatelle corte a base di grano saraceno, cereale coltivato in Valtellina da secoli e naturalmente privo di glutine. Vengono lessati insieme a patate e verza, quindi conditi con burro fuso, salvia e formaggi locali come Bitto e Casera.

L’hashtag #PizzoccheriOlympics sta crescendo sui social, mentre alcune testate internazionali hanno dedicato spazio alla ricetta. Anche Reuters ha raccontato come la cucina italiana stia giocando un ruolo centrale durante i Giochi, definendo i pizzoccheri una delle sorprese gastronomiche dell’evento. Persino il The New York Times ha parlato dei pizzoccheri e di come stanno spopolando tra gli atleti americani.

Non solo pizzoccheri: gli altri cibi diventati virali

Se i pizzoccheri sono stati la rivelazione, non sono però gli unici protagonisti della tavola olimpica. A Milano Cortina 2026 l’organizzazione ha puntato con decisione sulle eccellenze locali, dopo le critiche rivolte ad altre edizioni per menu giudicati troppo standardizzati. La pizza, ad esempio, resta uno dei pasti preferiti dagli atleti. A Livigno, diversi snowboarder statunitensi hanno raccontato di aver scelto la pizza come primo piatto dopo le sessioni di allenamento, apprezzandone la semplicità e la facilità di digestione.

Anche a Cortina d’Ampezzo la pizza ha una storia particolare. In un ristorante storico della zona è stata persino dedicata una versione speciale a una campionessa internazionale affezionata cliente, la sciatrice Lindsey Vonn.

Tra i primi piatti, lasagne, gnocchi e focacce hanno trovato spazio nelle mense, grazie alla loro capacità di garantire energia e comfort. Ma sul fronte dei dolci è il tiramisù ad aver conquistato il primo posto. Servito anche durante la cena di gala delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, è stato definito da alcuni atleti “il dolce simbolo di Milano-Cortina”. Accanto al tiramisù, anche il tortino al cioccolato dal cuore caldo ha riscosso successo, soprattutto tra le delegazioni canadesi.