Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Il miglior olio extravergine d'oliva 2026 in Italia: classifica

Si è tenuta la cerimonia di premiazione del Concorso Mastro d'Oro 2026, che riconosce i migliori oli extravergine d'oliva in Italia: ecco i vincitori

Pubblicato:

Giulia Sbaffi

Giulia Sbaffi

Web content writer

Web content writer appassionata di belle storie e di viaggi, scrive da quando ne ha memoria. Curiosa per natura, le piace tenersi informata su ciò che accade intorno a lei.

Olio extravergine d'oliva

La città di Bari ha ospitato l’ottava edizione del Concorso Mastro d’Oro, dedicato ai frantoiani italiani e alla loro preziosissima arte: nel corso di Evolio Expo, allestito presso il nuovo padiglione della Fiera del Levante, il 29 gennaio 2026 si è tenuta la cerimonia di premiazione che ha incoronato il miglior olio extravergine d’oliva d’Italia.

Il concorso, patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e dall’Assessorato all’Agricoltura e allo Sviluppo Rurale della Regione Puglia, ha visto la partecipazione – tra gli altri – della professoressa Maria Lisa Amirante Clodoveo dell’Università degli Studi di Bari, del presidente di AIFO (Associazione Italiana Frantoiani Oleari) Alberto Amoroso e del capo panel Alfredo Marasciulo. Scopriamo chi sono stati i vincitori.

Qual è il miglior olio d’Italia per il 2026

Il Mastro d’Oro è l’unico concorso nazionale dedicato all’arte dei frantoiani italiani: un vero e proprio viaggio alla scoperta dei migliori oli extravergine d’oliva italiani, nati da una tradizione che si tramanda da generazioni e che racchiude antichi saperi, grandissimo impegno ed elevata qualità delle materie prime. Per l’ottava edizione, che si è conclusa con la cerimonia di premiazione del 29 gennaio 2026, la giuria ha selezionato un podio davvero eccezionale.

Al primo posto, vincitore del premio Mastro d’Oro 2026, troviamo il Frantoio Agostini di Petritoli (prov. di Fermo): è dunque marchigiano l’olio extravergine d’oliva migliore dell’anno, il quale porta l’etichetta 100% Italiano Bio Ascolana Tenera. Medaglia d’argento per il Frantoio Montanaro di Palazzo San Gervasio (prov. di Potenza), in Basilicata, che ha ottenuto il secondo posto con il suo olio Italiano Coratina. Chiude il podio l’Azienda Agricola Il Mandrione di Vieste (prov. di Foggia), in Puglia, con il suo Minerva Coratina.

Gli altri premi del Concorso Mastro d’Oro 2026

Nel corso della cerimonia tenutasi a Bari, sono stati assegnati diversi altri premi. È il caso, ad esempio, del Premio Speciale Mastro d’Oro 2026, riconosciuto dalla giuria all’unanimità al Mastro Oleario Sabino Angeloro, frantoiano di Torremaggiore (prov. di Foggia), per la sua professionalità e la sua esperienza, il rigore e l’impegno associativo, oltre alla costante collaborazione con enti di ricerca finalizzata al miglioramento dei processi di produzione.

Molteplici sono state le menzioni d’onore, tra cui i premi assegnati alle migliori produzioni regionali. Il riconoscimento è andato ai seguenti frantoi:

  • Puglia: Azienda Agricola Il Mandrione di Vieste (prov. di Foggia);
  • Abruzzo: Oleificio Andreassi di Poggiofiorito (prov. di Chieti);
  • Basilicata: Frantoio Montanaro di Palazzo San Gervasio (prov. di Potenza);
  • Liguria: Frantoio Sant’Agata d’Oneglia di Imperia;
  • Calabria: Olearia San Giorgio di San Giorgio Morgeto (prov. di Reggio Calabria);
  • Veneto: Frantoio di Valnogaredo (prov. di Padova);
  • Campania: Frantoio De Ruosi di Casanova (prov. di Caserta);
  • Marche: Frantoio Agostini di Petritoli (prov. di Fermo).

Infine, il Mastro d’Oro 2026 ha premiato i migliori oli monocultivar italiani: la Coratina di Montanaro, la Rasara del Frantoio di Valnogaredo, la Bella di Cerignola dell’Azienda Agricola Il Mandrione, la Cima di Melfi dell’Azienda San Domenico di Gioia del Colle, la Peranzana del Frantoio Paviro di Torremaggiore, l’Ascolana Tenera del Frantoio Agostini, la Nasuta di Di Battista Nicola e Figli, la Cellino di Antica Masseria Caroli, l’Itrana del Frantoio De Ruosi e la Taggiasca del Frantoio Sant’Agata d’Oneglia.