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Perché le Giornate Nazionali in Italia sono diventate un caso

La promulgazione della legge che istituisce la Giornata Nazionale del riciclo della carta ha acceso il dibattito sul numero di queste ricorrenze.

3 min di lettura

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Le Giornate Nazionali

Il calendario italiano continua ad arricchirsi di ricorrenze dedicate a temi, valori e tradizioni. L’ultima novità è la promulgazione di una legge che istituisce una nuova Giornata nazionale dedicata al riciclo della carta. L’introduzione di questa ricorrenza ha, però, acceso i riflettori sul numero crescente di queste giornate e anche il Presidente Mattarella è intervenuto.

Il caso sulle Giornate nazionali in Italia

Al 15 ottobre 2026 le Giornate nazionali sono 51, oltre alle feste nazionali. Il dato è stato indicato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato. Nelle ultime tre legislature il Parlamento ne ha istituite 36, di cui 20 durante quella in corso. Si tratta di ricorrenze dedicate a temi diversi, come ad esempio la Giornata Nazionale dedicata a Dante Alighieri o quella dedicata ai personaggi illustri. Recentemente, però, l’approvazione della Giornata nazionale del riciclo della carta avrebbe fatto scoppiare un caso.

Il Parlamento ha approvato la legge che la istituisce il 6 ottobre e il 15 ottobre, Mattarella, il presidente più longevo di sempre, l’ha promulgata. La data scelta per celebrarla è il 18 settembre. La legge prevede iniziative per promuovere il recupero della carta e la riduzione degli sprechi, con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente e il coinvolgimento degli enti e delle realtà della filiera. L’istituzione della giornata, però, non la trasforma in una festività, e quindi, questo non produce effetti civili. Come già accennato, la promulgazione della legge è stata accompagnata da una lettera ai presidenti del Senato, Ignazio La Russa, e della Camera, Lorenzo Fontana.

Mattarella ha spiegato di aver dato il via libera perché non ha individuato “profili di incostituzionalità”, così come è successo pochi giorni fa con la Giornata della Meraviglia, che ora si celebra la seconda domenica di ottobre. Il Presidente della Repubblica ha, però, colto l’occasione per segnalare l’aumento delle ricorrenze introdotte con una legge.

Le parole del Presidente Mattarella

Nella lettera, il Presidente Mattarella ha riconosciuto che alcune ricorrenze svolgono una funzione significativa o trasmettono messaggi di valore, ma ha osservato che “non tutte appaiono avere la stessa levatura”. Si leggono nel sito del Quirinale le sue parole: “Desidero tuttavia far presente che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei: nelle ultime tre legislature ne sono state approvate — istituendo le relative giornate — trentasei, di cui venti nel corso di questa legislatura.”

Il Presidente ha, quindi, chiesto alle Camere di contenere l’aumento delle giornate e ha indicato un problema pratico: con 51 ricorrenze, diventa difficile garantire iniziative efficaci senza sottrarre tempo alle attività ordinarie. “Diventa inoltre sempre più difficile, addirittura inverosimile, richiedere che le scuole possano assolvere tutti i compiti che vengono loro affidati da queste numerose e diverse disposizioni di legge, salvo che si pensi di incidere, riducendolo, sul tempo effettivamente destinato all’insegnamento delle materie scolastiche.”

Il messaggio non è un veto alla legge sul riciclo della carta e non cancella le giornate già approvate. È un richiamo rivolto al Parlamento. Prima di introdurre altre date, secondo Mattarella, servirebbe valutare se la legge sia davvero lo strumento più utile e adottare criteri omogenei. Si legge, infatti, nel finale della lettera: “Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero, del resto, rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni, che potrebbero essere adeguatamente perseguite mediante strumenti diversi dalla legge.”