Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

Il cinema-museo dedicato a Banfi a Canosa di Puglia è un caso

A Canosa di Puglia il cinema museo dedicato a Lino Banfi anima il dibattito sulla sorte di piazza Galluppi e sulla protesta dei commercianti

3 min di lettura

Valentina Alfarano

Valentina Alfarano

Editor & Coach Letterario

Lavorare con le storie è la mia missione! Specializzata in storytelling di viaggi, lavoro come editor di narrativa e coach di scrittura creativa.

Cine-museo di Lino Banfi, il caso a Canosa

A Canosa di Puglia il progetto di un cinema-museo dedicato a Lino Banfi ha aperto un confronto che ormai va oltre il nuovo spazio culturale e coinvolge direttamente il futuro di piazza Galluppi. È proprio la collocazione scelta dal Comune a far discutere, perché nell’area lavorano diversi commercianti e trova posto il mercato cittadino.

Cosa prevede il cine-museo di Lino Banfi

Il progetto prevede la nascita di un polo socioculturale intitolato a Lino Banfi, da sempre molto legato a Canosa. L’intervento, dal valore di circa 3,1 milioni di euro, dovrebbe trasformare piazza Galluppi in uno spazio destinato al cinema e alla memoria della carriera dell’attore.

È proprio la scelta della piazza, però, ad aver sollevato le maggiori perplessità, poiché i commercianti della zona considerano quell’area un punto importante per l’economia cittadina e chiedono che il cine-museo trovi un’altra sede, pur senza mettere in discussione l’idea di dedicare a Banfi un luogo culturale.

Piazza Galluppi è infatti legata da tempo al commercio locale e alcune delle attività presenti si tramandano da una generazione all’altra; cambiarne l’assetto significherebbe quindi intervenire su uno spazio che continua ad avere un ruolo concreto nella vita quotidiana di Canosa e che per molti esercenti rappresenta anche una parte della propria storia professionale e familiare.

Il Comune ha provato a indicare una possibile mediazione, e il sindaco Vito Malcangio ha prospettato un progetto capace di far convivere il nuovo polo culturale con le attività già presenti, mantenendo quindi gli esercizi commerciali nella zona. L’ipotesi non ha però convinto i rappresentanti dei negozianti, che chiedono di preservare il ruolo economico della piazza e di puntare sul rilancio del mercato.

Perché il cine-museo fa discutere a Canosa

I commercianti avrebbero quindi deciso di rivolgersi direttamente a Lino Banfi e in una lettera gli avrebbero chiesto di farsi portavoce della loro richiesta e di sostenere l’ipotesi di una sede diversa, senza mettere in discussione il riconoscimento che Canosa vuole dedicargli.

Banfi ha auspicato che si possa arrivare a una soluzione condivisa e non ha preso posizione sulla collocazione del progetto.

A intervenire è stato anche il nipote Riccardo Zagaria, che ha voluto chiarire come sia nata l’iniziativa. Come si legge sul ‘Corriere della Sera’, Zagaria ha precisato: “Non è stata una richiesta da parte sua, è stata una proposta fatta dal sindaco a lui”. Ha inoltre chiesto che lo zio resti fuori dalle tensioni politiche che stanno accompagnando il progetto.

Intanto la protesta dei commercianti ha superato i confini della piazza e si è trasformata in una mobilitazione più vasta, è stata annunciata una raccolta firme con la quale i promotori chiedono un confronto pubblico sul futuro dell’area e un maggiore coinvolgimento della comunità nelle decisioni che potrebbero cambiarne funzione e identità.

La petizione chiede inoltre che la realizzazione del cine-museo venga legata alla possibilità di ottenere finanziamenti regionali e statali, mentre le risorse comunali potrebbero essere indirizzate, secondo i promotori, verso altri interventi per la città. Il dibattito ha quindi finito per allargarsi e oggi riguarda anche il modo in cui Canosa immagina il futuro di uno dei suoi spazi più vissuti.