Perché la Ferrero resta ad Alba: i motivi della decisione
La Ferrero resta ad Alba: l'annuncio è arrivato da parte di Giovanni Ferrero, il numero uno della multinazionale italiana del settore dei dolciumi
Giovanni Ferrero, presidente dell’omonima azienda dolciaria famosa in tutto il mondo, ha rilasciato un’intervista in cui ha annunciato che la multinazionale resterà ad Alba, affrontando anche altri temi di stretta attualità come il rapporto con l’intelligenza artificiale.
La Ferrero resta ad Alba: i motivi
Nel corso della lunga intervista concessa ai microfoni del ‘Corriere della Sera’, Giovanni Ferrero ha spiegato che la sede della multinazionale resta ad Alba, nonostante si temesse che il baricentro venisse spostato altrove. Al contrario, la ricerca e la mente del marchio si sono concentrate nel comune delle Langhe dove venne fondata l’azienda:
“Alba non è la sede sentimentale, la radice identitaria, il retroterra storico. Alba è il cervello produttivo, lì ci sono il know how e la competenza di prodotto. Il cuore pulsante che irrora il nostro sistema sanguigno. Ne siamo fieri”.
Sulla questione legata al fatto che sia la sede della Ferrero che la sua residenza siano all’estero, il numero uno del colosso dei dolciumi ha risposto: “La sede legale è uno strumento giuridico, non un sentimento, né un portato valoriale, un costrutto identitario. Ferrero è italiana per cultura, stile, provenienza, estro creativo. È quello che conta. Negli anni di piombo per paura dei rapimenti (fu il generale Dalla Chiesa ad avvertire mio padre) ci trasferimmo a Bruxelles, dove sono cresciuto, vivo e pago le tasse”.
Durante l’intervista, Giovanni Ferrero ha affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo all’interno dell’azienda: “Abbiamo affidato l’uso dell’AI ai comitati etici, nessun posto di lavoro verrà sostituito dall’intelligenza artificiale. La useremo, ma solo per potenziare la produttività, non per sostituire l’uomo. Al centro resterà l’uomo, l’AI sarà usata in una logica di potenziamento, non in una logica sostitutiva.
Ma è una nostra scelta; le regole mancano. Le autorità di governo devono legiferare su questo, altrimenti presto sarà troppo tardi. In America si è gonfiata una bolla speculativa che vale il 2, 3 per cento del Pil, e ora sono tutti contenti, perché oggi si vince tutti; ma domani si rischia una crisi sociale gravissima”.
Chi è Giovanni Ferrero
Presenza stabile nelle primi posizioni delle classifiche dedicate ai miliardari più ricchi d’Italia, Giovanni Ferrero è l’attuale presidente di Ferrero. L’imprenditore è nato a Torino nel 1864 ed è il secondogenito di Michele Ferrero e Maria Franca Fissolo.
Nel 1975 si trasferì insieme a tutta la famiglia a Bruxelles, dove studiò alla scuola europea; successivamente volò negli Stati Uniti d’America per studiare marketing e poi fece ritorno in Europa per occuparsi dell’azienda della famiglia, diventando Amministratore delegato della holding nel 1997 insieme al fratello Pietro.
Alla scomparsa di Pietro, avvenuta nel 2011 all’età di 47 anni, Giovanni divenne l’unico amministratore delegato dell’azienda per poi assumere il ruolo di presidente alla morte del padre nel 2015 all’età di 89 anni.
Oltre a guidare una delle aziende italiane con la miglior reputazione, Giovanni Ferrero è anche un affermato scrittore: tra le sue opere troviamo ‘Stelle di Tenebra’ del 1999, ‘Campo Paradiso’ del 2007, ‘Il canto delle farfalle’ del 2010, ‘Il cacciatore di luce’ del 2016 e ‘Blu di Prussia’ del 2021. Al ‘CorSera’ ha presentato la sua nuova fatica letteraria intitolata ‘Il discepolo’.
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