Questo sito contribuisce all’audience di

Virgilio InItalia

L'overtourism alle Tre Cime di Lavaredo è un caso internazionale

Le Tre Cime di Lavaredo si trovano soggette al fenomeno dell'overtourism e il problema è stato riportato anche in un articolo del New York Post

Pubblicato:

Martina Bressan

Martina Bressan

SEO copywriter e Web Content Editor

Appassionata di viaggi, di trail running e di yoga, ama scoprire nuovi posti e nuove culture. Curiosa, determinata e intraprendente adora leggere ma soprattutto scrivere.

Tre Cime di Lavaredo

Le immagini delle lunghe code di escursionisti diretti alle Tre Cime di Lavaredo hanno fatto il giro del web e sono arrivate anche negli Stati Uniti. A raccontare il fenomeno è stato il New York Post, che ha dedicato un articolo al turismo di massa nelle Dolomiti, rilanciando un video diventato virale sui social. Il caso ha riacceso il dibattito sull’overtourism e su come proteggere uno dei paesaggi più iconici d’Italia, patrimonio mondiale dell’UNESCO, senza rinunciare all’accoglienza dei visitatori.

Anche il New York Post racconta l’overtourism alle Tre Cime di Lavaredo

La popolarità delle Tre Cime di Lavaredo ha ormai superato da tempo i confini italiani. Il celebre gruppo montuoso delle Dolomiti è uno dei luoghi più fotografati del Paese e ogni estate richiama migliaia di escursionisti provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi giorni, però, l’attenzione internazionale si è concentrata non tanto sulla bellezza del panorama quanto sulle immagini delle interminabili file di visitatori lungo i sentieri.

A raccontare la vicenda è stato anche il New York Post, che ha condiviso un video girato il 22 luglio diventato rapidamente virale sui social e ripreso anche da ‘L’Adige’. Il quotidiano americano descrive le Dolomiti come “the latest victim of overtourism”, cioè “l’ultima vittima del turismo di massa”, raccontando di moltissimi visitatori ammassati sui sentieri di montagna. Il fenomeno, però, non è nuovo.

Nelle settimane precedenti si erano già registrati forti disagi nella zona delle Tre Cime. Già verso metà luglio, infatti, in una delle giornate di maggiore affluenza, centinaia di persone erano rimaste in attesa delle navette durante il pomeriggio. La situazione sta evidenziando ancora una volta quanto sia difficile gestire l’enorme afflusso di visitatori alle Tre Cime nei periodi di alta stagione. La domanda, infatti, in questa destinazione supera la capacità del servizio, provocando lunghe attese sotto il sole e numerose proteste da parte dei turisti.

Overtourism alle Tre Cime: i commenti sui social e le soluzioni pensate

Le immagini rilanciate dal New York Post hanno generato migliaia di reazioni anche sui social network. Come riporta anche ‘L’Adige’, molti utenti hanno espresso preoccupazione per l’impatto del turismo di massa su uno dei simboli delle Dolomiti. Tra i commenti riportati dal quotidiano americano, uno sintetizza il sentimento di molti utenti: “We manage to destroy the beauty of any place”, ovvero “Riusciamo a distruggere la bellezza di qualsiasi luogo”. Oltre a questa ci sono state anche altre frasi molto forti che riflettono la crescente preoccupazione per l’impatto dei grandi flussi turistici.

Negli ultimi anni il tema dell’overtourism è diventato sempre più centrale anche sulle Dolomiti. L’enorme visibilità garantita dai social media ha trasformato alcuni punti panoramici in mete irrinunciabili per migliaia di persone. Per cercare di contenere il problema, diverse amministrazioni locali hanno introdotto strumenti di gestione dei flussi. Tra gli esempi più noti c’è il Lago di Braies, dove durante l’estate l’accesso alla valle è regolamentato attraverso un sistema di prenotazione per navette e parcheggi, con limitazioni agli ingressi nelle ore di maggiore affluenza.

Seguendo un modello analogo, anche il Comune di Auronzo di Cadore ha introdotto un sistema di prenotazione obbligatoria e di accesso a numero chiuso.  Nonostante queste misure, gli episodi registrati nelle ultime settimane dimostrano come il problema non sia ancora stato risolto. Anche con la prenotazione e il numero limitato di navette, nelle giornate di massimo afflusso la domanda continua a superare la capacità dei servizi disponibili.