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Mondiali 2026, il trofeo della Coppa del Mondo è nato in Italia

Mondiali 2026, alla scoperta della storia della Coppa del Mondo: il trofeo assegnato ogni quattro anni alla Nazionale vincitrice è nato in Italia

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

La Coppa del Mondo

La Coppa del Mondo, assegnata ogni quattro anni alla Nazionale vincitrice dei Mondiali di calcio, è nata in Italia: a idearla è stato Silvio Gazzaniga, scultore e designer italiano nato a Milano che nel corso della sua carriera ha creato diversi trofei di importanti competizioni calcistiche.

La storia della Coppa del Mondo nata in Italia

L’idea di creare una nuova coppa per i Mondiali arrivò nel 1970 in sostituzione della Coppa Rimet, il trofeo che fino a quel momento era stato assegnato ai campioni del mondo. La FIFA aveva stabilito che la Nazionale in grado di laurearsi per tre volte campione del mondo, avrebbe tenuto per sempre la Coppa Rimet e al suo posto sarebbe subentrato un nuovo trofeo.

La finale del 1970 mise di fronte Brasile e Italia, entrambe a quota due Mondiali: ebbe la meglio il Brasile che nella finalissima di Città del Messico sconfisse gli azzurri 4-1, portandosi a casa la Coppa Rimet. A quel punto serviva una nuova coppa e la FIFA bandì un concorso internazionale per la sua creazione.

Silvio Gazzaniga si mise all’opera lavorando una settimana all’interno del proprio studio milanese in via Alessandro Volta, nei pressi dell’Accademia di Brera e del Castello Sforzesco. Il designer e scultore preparò un bozzetto della coppa insieme a un modello in plastilina e in seguito realizzò anche un calco in gesso della coppa, perché temeva che dai soli disegni i committenti non riuscissero a capire del tutto la sua opera.

Gazzaniga mise poi il gesso all’interno di una scatola di legno che realizzò appositamente, lo fissò con delle viti e scrisse all’esterno “fragile”. La mossa del calco di gesso risultò vincente: permise ai committenti di capire subito quanto la coppa fosse bella e fotogenica, particolare non di poco conto visto l’avvento del calcio in tv.

La vittoria di Silvio Gazzaniga venne annunciata nel gennaio del 1972: a realizzare fisicamente la coppa fu la ditta Bertoni con cui il designer milanese collaborava da tempo. Il risultato fu una coppa destinata a entrare nell’immaginario collettivo: un trofeo in oro massiccio 18 carati con una base in malachite verde, alto 36,8 centimetri e dal peso di 6.175 grammi.

Il significato del trofeo del Mondiale di Silvio Gazzaniga

Silvio Gazzaniga ha raccontato che nel disegnare la Coppa del Mondo si è ispirato a due immagini fondamentali: l’atleta che esulta e la sfera terrestre, con l’obiettivo di ottenere una rappresentazione plastica dello sforzo che potesse esprimere l’armonia, la sobrietà e la pace.

Il trofeo rappresenta due giocatori che alzano le braccia verso l’alto per la gioia della vittoria; racchiude dinamismo, forza, velocità dell’azione, spirito sportivo e l’esaltazione di trovarsi in cima al mondo. La sfera che sovrasta i due atleti, modellata a rilievo con l’immagine fedele dei continenti, ricorda sia il mondo che il pallone.

A differenza di quanto è successo con la Coppa Rimet, il trofeo non verrà mai assegnato alla squadra che lo vince per tre volte, ma continuerà a essere messo in palio fino al giorno in cui tutti gli spazi a disposizione per le incisioni delle Nazionali vincitrici non verranno riempiti.

Nel 2006, anno in cui a laurearsi campione del mondo fu la Nazionale italiana guidata dal commissario tecnico Marcello Lippi, la FIFA stabilì che il trofeo originale non venisse più consegnato in prestito alla squadra vincitrice: prima di quella decisione, infatti, la Federazione della Nazionale campione riceveva la coppa e la restituiva solo quattro anni dopo, i concomitanza con l’inizio dei Mondiali successivi. La FIFA, da allora, dopo i festeggiamenti della finale torna in possesso della coppa e assegna alla vincitrice una copia dell’originale.

Restando in tema di curiosità legate al mondo del calcio, forse non tutti sanno che anche il trofeo di un’altra grande competizione per Nazionali è Made in Italy: si tratta della coppa degli Europei (ufficialmente Coppa Henri Delaunay dal nome dell’inventore del torneo) che viene prodotta in uno stabilimento avellinese specializzato.