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Il caciocavallo sulla maglia dell'Avellino è diventato un caso

Sulla terza maglia da gioco dell'Avellino compare un caciocavallo, tra i prodotti della tradizione irpina: una scelta che divide tifosi e appassionati

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Un caciocavallo

L’Avellino, squadra che milita nel campionato italiano di Serie B, ha presentato la terza maglia per la stagione 2026/2027: il kit rappresenta un omaggio ai prodotti irpini e presenta castagne, tartufi, nocciole, spighe e soprattutto il caciocavallo che ha scatenato le reazioni più disparate tra tifosi e appassionati.

Caciocavallo sulla maglia dell’Avellino: il caso

La nuova maglia da trasferta dell’Avellino è stata presentata sui social: sul post, tra foto e video del kit, si legge “Il racconto della nostra terra. Nel fitto bosco irpino si nasconde ancora lui, il lupo” in riferimento all’animale simbolo della squadra, appunto il lupo che troneggia nello stemma.

La divisa è caratterizzata da una sorta di collage pensato per promuovere i prodotti del territorio: su uno sfondo autunnale tra colori ocra, marrone e terra di Siena bruciata, ci sono castagne, tartufi, uva, nocciole, spighe e il caciocavallo. Proprio il caciocavallo, al di là dei pareri estetici sulla maglia che sono sempre molto personali, ha scatenato un dibattito sui social, tra contrari e favorevoli.

Di certo c’è che se l’idea era quella di far parlare della maglia, l’obiettivo è stato raggiunto, dunque il lavoro fatto a livello di marketing è sicuramente di grande impatto. E se diversi tifosi hanno storto il naso, i collezionisti di maglie da calcio non vedono l’ora di acquistarla.

Chi colleziona divise da gioco, infatti, è sempre alla ricerca di pezzi rari, unici, diversi dalle solite maglie. La storia del calcio è piena di esempi del genere, basti pensare ad alcuni kit del Napoli di qualche anno fa, come la maglia camouflage oppure quella con tanti teschi, un omaggio al Cimitero delle Fontanelle del Rione Sanità.

In passato la squadra olandese dell’AZ Alkmaar realizzò un kit con un mulino, per commemorare il centenario della conservazione dei tradizionali mulini a vento; i tedeschi dell’Indy Eleven, invece, stamparono sulla propria divisa un costume bavarese con le bretelle, tipico dell’Oktoberfest.

Le reazioni social di tifosi e appassionati di calcio

La maglia dell’Avellino ha diviso i tifosi della squadra campana e gli utenti dei vari social network: c’è chi trova di cattivo gusto la scelta di inserire il caciocavallo sulla divisa da gioco ma anche chi ha lodato l’iniziativa che mostra l’orgoglio dei prodotti della tradizione.

Tra i commenti contrari qualcuno ha scritto “con questa maglia faremo ridere”, mentre un altro utente ha commentato sostenendo che sarebbe uscita meglio provando a chiedere all’intelligenza artificiale: “ChatGPT con 11 euro di abbonamento la faceva meglio e magari per idearla ci sono voluti dei mesi”.

Non mancano i commenti di sfottò da parte di tifosi di altre squadre, su tutti quelli del Benevento, storica rivale dell’Avellino. Ma, come detto, diversi sostenitori della compagine irpina hanno gradito la soluzione ideata per la maglia da trasferta.

“Questa maglia è stupenda e unica, il retro pensiero sull’idea del kit non è per tutti” ha scritto un utente; “Le nostre origini, i nostri valori, forza lupi” ha commentato un tifoso avellinese. E un utente ha scritto “non riesco a capire se è bellissima o bruttissima, però di sicuro non passa inosservata”.