Napoli, le Cinque Terre, i canali di Venezia: i siti Unesco che rischiano di sparire entro il 2100
L'Italia vanta, purtroppo, il maggior numero di siti dell'Unesco a rischio. In 100 anni l'aspetto del nostro Paese potrebbe cambiare radicalmente.

L’Italia vanta, purtroppo, il maggior numero di siti dell’Unesco a rischio. In 100 anni l’aspetto del nostro Paese potrebbe cambiare radicalmente.
C’è ancora chi nega la realtà dei cambiamenti climatici. Chi si gira dall’altra parte e chi invece grida al complotto. Gli effetti però sono sotto gli occhi di tutti e, nel corso degli anni, avranno conseguenze sempre maggiori.
Nel 2015 è stato siglato un accordo a Parigi da ben 55 stati, inerente un generale impegno per la riduzione delle emissioni. Il tutto per tendere una mano al nostro attuale sistema climatico, limitando nel possibile l’aumento delle temperature.
Un tema decisamente delicato con prospettive per il pianeta potenzialmente drammatiche. L’uomo deve necessariamente guardare con maggior preoccupazione al proprio futuro, non limitandosi alla mera durata della propria breve vita. Bisogna pensare a cosa lasceremo in eredità. Nel 2100 i nostri figli potranno ancora godere in Italia di alcune città da sogno?
Nel nostro ‘Bel Paese’ esistono alcuni siti particolarmente minacciati dai cambiamenti climatici. In totale si tratta di tredici località nostrane, dichiarate patrimonio dell’Unesco che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero essere spazzate via da eventi naturali (inondazioni, erosione delle coste o innalzamento del mare).
Ecco la lista delle città che rischiano di non sopravvivere all’attuale secolo:
- Napoli
- Vicenza (centro storico)
- Ferrara
- Ravenna
- Cinque Terre
- Genova
- Pisa
- Pompei (sito archeologico)
- Siracusa
- Costiera Amalfitana
- Venezia
- Paestum (sito archeologico)
- Val di Noto
A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato dalla rivista Nature Communications, che punta l’obiettivo su un totale di 49 siti Unesco, in sedici differenti Paesi del Mediterraneo, tutti caratterizzati da una vicinanza alla costa.
In questo elenco l’Italia propone il maggior numero di città a rischio, seguita dalla Croazia (sei siti) e dalla Grecia (tre siti). Nonostante sia l’unica città a vantare un sistema di protezione dalle maree, Venezia occupa indubbiamente il primo gradino di questa funesta classifica. In attesa della totale attivazione del Mose, il rischio resta elevato. In seguito invece città e laguna verranno protette dall’acqua alto, anche se fino a un massimo di tre metri.
Guardando al Mediterraneo, 37 località rischiano d’essere devastate da un alluvione nei prossimi 100 anni, mentre 42 dovranno probabilmente fare i conti con l’erosione costiera. In alcuni casi, non così rari, il rischio è doppio. A coordinare lo studio è stata Lena Reimann, dell’università di Kiel, che evidenzia come due siti si salverebbero da queste minacciose previsioni: lo storico sito archeologico turco di Xanthos-Letoon e l’oasi della città di Medina, in Tunisia.
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