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Epatite A a Napoli e allarme frutti di mare crudi, c'è il divieto

Il Comune di Napoli ha emesso un'ordinanza che vieta il consumo e la somministrazione di frutti di mare crudi per l'aumento dei casi di Epatite A

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Silvio Frantellizzi

Silvio Frantellizzi

Giornalista

Giornalista pubblicista. Da oltre dieci anni si occupa di informazione sul web, scrivendo di sport, attualità, cronaca, motori, spettacolo e videogame.

Negli ultimi giorni sono aumentati i casi di Epatite A negli ospedali di Napoli e della Campania: la Regione ha disposto un ulteriore rafforzamento di controllo lungo la filiera dei molluschi bivalvi, mentre il Comune di Napoli ha vietato il consumo dei frutti di mare crudi.

L’ordinanza del Comune di Napoli che vieta il consumo di frutti di mare crudi

Sul sito ufficiale del Comune di Napoli è stata pubblicata un’ordinanza firmata dal Sindaco Gaetano Manfredi che vieta la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi “a tutti gli esercizi pubblici di somministrazione, di vicinato alimentare con consumo sul posto e di produzione destinata al consumo immediato”.

Allo stesso tempo si raccomanda a tutta la popolazione “di non consumare frutti di mare crudi al proprio domicilio e di seguire le indicazioni per il corretto acquisto e consumo di alimenti” al fine di “ridurre la possibilità di contrarre l’Epatite A”.

L’ordinanza firmata dal Sindaco Gaetano Manfredi vale fino all’acquisizione di valutazioni aggiornate da parte dell’Asl Napoli 1, centro sull’andamento dei casi di Epatite A. Nel comunicato si legge che chiunque non ottempera al provvedimento, è punibile con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 2.000 a 20.00 euro.

Il provvedimento “si è reso necessario a seguito della nota del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 1 Centro, che ha rilevato una diffusione del virus superiore di 10 volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e di ben 41 volte rispetto all’ultimo triennio”.

Come riportato dall’amministrazione comunale, “i dati epidemiologici evidenziano un’escalation preoccupante, dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino a raggiungere i 43 casi nei primi diciannove giorni di marzo”.

Sempre sul sito ufficiale del Comune di Napoli sono state pubblicate delle indicazioni, rivolte ai cittadini, per il corretto acquisto e consumo di alimenti per ridurre la possibilità di contrarre la malattia, partendo dal curare igiene delle mani e della cucina e tenere separati i cibi cotti dai crudi. Ai cittadini viene raccomandato di lavare bene i vegetali sotto l’acqua corrente e se ce ne fosse bisogno, di cuocere bene in acqua bollente.

Asl Napoli rassicura sull’Epatite A: “Nessuna emergenza”

Al netto dell’ordinanza e dell’aumento dei casi di Epatite A presso l’Ospedale Cotugno di Napoli, la Direzione Sanitaria dell’Azienda Ospedaliera dei Colli ha comunicato che non sussiste alcuna emergenza, spiegando in una nota che la situazione presso il Pronto Soccorso si mantiene “complessivamente stabile”.

La Direzione Sanitaria ha sottolineato che “l’epatite A si prende soprattutto con cibo o acqua sporchi o dalle mani contaminate”, consigliando di “lavare sempre le mani con acqua e sapone dopo il bagno e prima di cucinare o mangiare; evitare frutti di mare crudi e mangiare solo cibi ben cotti, soprattutto in questo periodo”.

Dopo aver ricordato che “il vaccino contro l’Epatite A protegge molto bene”, invitando i cittadini a parlarne con il proprio medico curante o con il servizio vaccinazioni, dalla Asl hanno raccomandato la popolazione di rivolgersi subito al medico di famiglia qualora comparissero sintomi come nausea, stanchezza forte o pelle e occhi gialli.